Incendio divora il Parco archeologico Longola nella Valle del Sarno
I carabinieri indagano sulle cause e non escludono la natura dolosa Incendio nella notte a Poggiomarino, dove fiamme hanno interessato una porzione del perimetro del Parco Archeologico Naturalistico di Longola, zona abitata già dalla media Età del Bronzo (XV-XIII secolo avanti Cristo).
Dalle 2 sul posto hanno operato due squadre per le operazioni di spegnimento. Intervenuti anche i carabinieri della stazione di Poggiomarino. Sull’episodio la Procura di Torre Annunziata ha aperto un’inchiesta. Dalle ricostruzioni effettuate nel corso della mattinata è emerso che le fiamme hanno avvolto non un casolare abbandonato, come si era detto sulle prime, quanto i locali dell’infopoint oltre che alcuni laboratori didattici che erano all’interno del sito archeologico.
Nessun danno è stato riportato da strutture e oggetti di valore archeologico. Indagini in corso da parte dei carabinieri per chiarire la dinamica, fortunatamente non si registrano feriti. Gli investigatori ipotizzano che possa essersi trattato di un incendio doloso.
Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, manifesta «profonda preoccupazione per l’accaduto che infligge una grave ferita al nostro patrimonio culturale e all’intera collettività. Danneggiare questi spazi significa privare la comunità e le scuole di un luogo unico di crescita e conoscenza».
Sul sito di Longola, sia la Commissione straordinaria del Comune di Poggiomarino – che ha anche avviato un piano contro gli abusi edilizi nella zona limitrofa al parco – sia il direttore del Parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, attraverso un programma di valorizzazione, con un finanziamento di 3 milioni di Euro a valere sul FSC Fondo sviluppo e coesione 2021/2027 – hanno puntato molto e sono attivamente impegnati.
Il parco è formato da ricostruzioni storiche di capanne che fungevano da approdo del porto fluviale in riva al Sarno, fatte in gran parte in legno e paglia, che non sono state raggiunte dalle fiamme.
La zona fu scoperta nel novembre del 2000, quando in una discarica tra Sarno e San Valentino Torio furono individuati cumuli di terreno di scarto ricchi di resti. Secondo gli studiosi, l’area di Longola venne abbandonata a causa di un’alluvione avvenuta all’inizio del VI sec. a.C. e che proprio da questa migrazione unita a quella degli abitanti della valle superiore del Sarno potrebbero essere nate le antiche città di Pompei e Nuceria.





