Salerno, arrestato 54enne: era nella cricca della pedopornografia
Scaricavano numeri impressionanti di materiale pedopornografico e, spesso, scambiavano fra di loro video e immagini con minori: scoperta una rete di pedofilia on line tra le province di Napoli di Avellino, Caserta, Benevento e Salerno. Sono stati otto gli uomini arrestati, tra i 47 e i 70 anni: quattro misure cautelari hanno riguardato persone residenti fra Napoli e provincia, due nell’Avellinese, uno nel Casertano e uno anche a Salerno. Lo riporta la Città. Tre i denunciati a piede libero, indagati e destinatari di un decreto di perquisizione: uno in provincia di Potenza, un altro di Benevento e uno del Salernitano.
A finire in manette, in particolare, un uomo di 54 anni di Salerno, disoccupato, trovato in possesso di una grossa quantità di materiale pedopornografico. I poliziotti hanno scoperto foto e video raffiguranti gravissimi abusi ai danni di bambini, anche in tenerissima età.
L’inchiesta è stata coordinata dalla quarta sezione “Violenza di genere e tutela delle fasce deboli della popolazione” della Procura di Napoli guidata da Nicola Gratteri e portata avanti, fino al blitz delle scorse ore, dal Centro operativo per la Sicurezza Cibernetica della Polizia di Stato di Napoli, diretto dal primo dirigente Dario Mongiovì, seguito in particolare dal settore pedopornografia di cui è responsabili Marika Viscovo e, per la provincia di Salerno, dalla responsabile della Polizia postale, il sostituto commissario Roberta Manzo.
Non c’era un’organizzazione ma una rete che di pedofili che riusciva a procurarsi foto e video ritraenti minori, una grande quantità anche scambiata tra loro. Un gruppo di degenerati, insomma, che sapeva dove procurarsi tutto questo materiale. Al centro delle indagini il mondo della pedopornografia on-line, con tanti adulti dedite allo scambio e alla diffusione di materiale pedopornografico.
Gli agenti si erano infiltrati sul web per scoprire i pedofili, un’infiltrazione durata per un lungo periodo. Un’operazione meticolosa in contesti criminali chiusi e riservati, caratterizzati da elevate misure di anonimizzazione e da sofisticate tecniche per eludere l’identificazione degli utenti. Migliaia i documenti dal contenuto pedopornografico scoperti attraverso avanzate attività di “digital forensics” e sofisticate analisi informatiche: approfondimenti che hanno portato a risalire all’identità degli indagati.





