Liste d’attesa in Campania, le emergenze restano un rebus
Liste d’attesa in Campania, un quadro che resta a due velocità. Se da un lato cresce il rispetto dei tempi per le visite specialistiche, dall’altro continuano a pesare i ritardi per numerosi esami diagnostici urgenti.
I dati del monitoraggio nazionale evidenziano difficoltà soprattutto per ortopedia, allergologia, dermatologia, neurologia, oculistica e gastroenterologia, con una quota significativa di pazienti costretti ad attendere oltre i termini previsti.
Tra le note positive spiccano la visita endocrinologica e soprattutto la prima visita oncologica, settore in cui la rete campana conferma standard elevati e contribuisce a ridurre la storica migrazione sanitaria verso altre regioni. Sul fronte diagnostico, invece, restano critiche le risonanze urgenti, le colonscopie e alcuni esami specialistici, mentre mammografie e Tac registrano livelli di adempienza molto più elevati.
Nel complesso le prime visite raggiungono l’85,8% di soddisfacimento dei tempi, in lieve crescita rispetto al 2025. Le urgenze, però, restano ferme sotto il 60%, confermando una delle principali fragilità del sistema. La Regione punta ora su nuove assunzioni, maggiori investimenti e un piano dedicato al governo delle liste d’attesa per ridurre i ritardi che continuano a gravare su cittadini e strutture ospedaliere.





