Amministrative Salerno: il programma di Terra Socialista e Risorgimento Socialista
L’associazione Terra Socialista e Risorgimento Socialista, attraverso i rispettivi coordinatori politici Massimiliano Amato e Valerio Casilli, hanno consegnato ai responsabili politici di Alleanza Verdi Sinistra (AVS) e all’avvocato Franco Massimo Lanocita, candidato sindaco del Comune di Salerno alle elezioni amministrative di maggio 2026, le proposte programmatiche per il futuro di Salerno. Un documento, quello dei socialisti, articolato e concreto, che prende le mosse da un’analisi strutturata dei punti di debolezza e di forza della città per tradurli in indirizzi di governo. Terra Socialista e Risorgimento Socialista sono presenti nella lista di AVS per il consiglio comunale con due candidati: il consigliere uscente Rino Avella (foto) e l’insegnante Giuseppina (Giusy) Parlavecchia.
Otto priorità per la città
Il programma si articola in otto assi d’intervento prioritari: lo stop immediato alla cementificazione verticale attraverso una revisione radicale delle politiche urbanistiche che introduca una netta discontinuità con il passato; la risoluzione definitiva del caso Porta Ovest con l’individuazione delle responsabilità per il mancato completamento dell’opera; la regolamentazione del turismo e del commercio, con norme sui B&B e tutela del commercio di vicinato; il riordino della portualità cittadina.
Sul fronte dello sviluppo, le proposte puntano a investimenti in sport e cultura — con la realizzazione del Palazzetto dello Sport e la valorizzazione del Teatro Verdi attraverso una Fondazione per le arti — e a una vera politica industriale che superi la monocultura turistica, puntando su poli farmaceutici, tecnologie energetiche e ingegneria medica nell’area industriale cittadina. Centrale anche il tema dell’innovazione e ricerca, con il coinvolgimento dell’Università e investimenti nei settori dell’agroalimentare, dell’informatica, delle energie rinnovabili.
Società partecipate: riforma e trasparenza
Terra Socialista e Risorgimento Socialista chiedono una profonda riforma delle società partecipate comunali. Il programma prevede l’accorpamento delle società con funzioni affini, la sostituzione delle dirigenze con professionisti selezionati per merito tramite selezioni pubbliche realmente competitive, e l’eliminazione delle nomine politiche. A titolo esemplificativo, nel solo Gruppo Sistemi Salerno i compensi dei vertici dirigenziali ammontano a oltre 512.000 euro annui per cinque incarichi. Le due forze politiche chiedono l’applicazione rigorosa del TUSP (D.Lgs. 175/2016) in materia di trasparenza e carte dei servizi.
Bilancio e sanità: due emergenze da non ignorare
Il documento non elude le criticità più gravose. Sul fronte finanziario, il Comune di Salerno ha accumulato un disavanzo che nel 2020 ha sfiorato i 202 milioni di euro (oltre 1.500 euro pro capite), ricorrendo al Piano di Riequilibrio previsto dalla normativa nazionale. Il programma indica misure precise: miglioramento della riscossione delle entrate, razionalizzazione delle spese correnti, monitoraggio costante delle partecipate.
Sul fronte sanitario, le proposte denunciano le criticità della rete ospedaliera — con il Pronto Soccorso del Ruggi d’Aragona che registra oltre 200 accessi al giorno, ben oltre le capacità gestionali — e chiedono un piano straordinario di assunzioni, la riorganizzazione delle cure primarie per ridurre gli accessi impropri al PS, e il rispetto del DM 77/2022 per le Case di Comunità con personale infermieristico dedicato.




