Chiusura delle Fonderie Pisano a Salerno, Forte (Salute e Vita) replica al presidente di Confindustria: “Ignora le sentenze. Venga a vivere nelle nostre case per vedere cosa abbiamo respirato per anni”
Il comitato Salute e Vita esprime forte sconcerto per le recenti dichiarazioni del presidente di Confindustria Salerno, Antonio Sada, sul caso Fonderie Pisano. Le sue parole vengono considerate profondamente irrispettose verso le comunità che per decenni hanno convissuto con problemi ambientali e sanitari gravi, e verso le famiglie che hanno pagato un prezzo umano altissimo. A colpire, in particolare, è il fatto che nelle sue affermazioni non venga minimamente menzionata – e quindi di fatto ignorata – la sentenza di condanna della Corte europea dei Diritti dell’uomo, che ha riconosciuto le sofferenze patite dai cittadini della Valle dell’Irno.
«Sono rimasto sinceramente stupito e indignato – dichiara Lorenzo Forte, presidente del comitato Salute e Vita – nel leggere le parole del presidente di Confindustria Salerno. Parla come se non esistesse una sentenza internazionale che ha accertato violazioni dei diritti fondamentali dei cittadini esposti per anni all’inquinamento. Un imprenditore sano, davvero legato al territorio, non pensa solo al profitto, ma anche al bene della comunità, dei lavoratori e delle famiglie che vivono attorno a un impianto industriale».
«Sono rimasto sinceramente stupito e indignato – dichiara Lorenzo Forte, presidente del comitato Salute e Vita – nel leggere le parole del presidente di Confindustria Salerno. Parla come se non esistesse una sentenza internazionale che ha accertato violazioni dei diritti fondamentali dei cittadini esposti per anni all’inquinamento. Un imprenditore sano, davvero legato al territorio, non pensa solo al profitto, ma anche al bene della comunità, dei lavoratori e delle famiglie che vivono attorno a un impianto industriale».
Forte rivolge un invito che suona come un atto di responsabilità: «Lo invito pubblicamente a venire a vivere, anche per un breve periodo, a Matierno, Pastorano, Cappelle o Pellezzano. A respirare ciò che abbiamo respirato noi, a vedere ciò che noi abbiamo visto nelle nostre case, a capire cosa significa convivere con malattie, angosce e perdite che hanno segnato una valle intera».
Il presidente del comitato ricorda che le comunità locali non hanno mai osteggiato lo sviluppo, ma hanno sempre chiesto il rispetto delle leggi e della salute pubblica: «Qui nessuno ha mai detto no al lavoro. Abbiamo detto no all’inquinamento e alle condotte che hanno messo a rischio la vita delle persone. Sentire parlare in questi toni chi non ha vissuto un solo giorno in questa area dimostra quanto poco si conosca la nostra storia».
Forte conclude richiamando chi ha responsabilità pubbliche e industriali al loro ruolo: «È grave che chi rappresenta il mondo produttivo ignori – o scelga di non citare – una sentenza della Corte europea dei Diritti dell’uomo che riguarda direttamente questa vicenda. Lo sviluppo non può essere disgiunto dal rispetto della salute, della legalità e della dignità delle persone. Noi continueremo a ricordarlo, sempre, senza arretrare di un centimetro».





