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Il cuore di Eboli dentro 2.500 fiori: consegnato all’Hospice l’uovo della comunità Provincia Provincia e Regione zonarcs 

Il cuore di Eboli dentro 2.500 fiori: consegnato all’Hospice l’uovo della comunità

 Un uovo alto un metro e 63 centimetri, composto da 2.500 fiori realizzati a mano, è stato consegnato questa mattina all’Hospice Il Giardino dei Girasoli di Eboli. È il risultato concreto di una rete di mani, tempo e cura che ha preso forma grazie al Gruppo Uncinetto Rosa dell’associazione Noi Amici dell’Hospice e dell’Ospedale di Eboli.

Un’opera collettiva, costruita filo dopo filo, che ha coinvolto decine di persone. C’è chi ha donato la lana, chi ha intrecciato i fiori e chi ha contribuito in modo determinante, come le Uncinettine di Lorylù di Altavilla Silentina, rendendo possibile la realizzazione di un lavoro tanto imponente quanto simbolico.
In un luogo dove il tempo ha un valore diverso e la sofferenza non conosce pause, nemmeno nei giorni di festa, quest’ uovo diventa un segno discreto ma potente: una presenza.

Una carezza visiva che prova a portare luce, colore e umanità dentro uno spazio in cui la speranza convive ogni giorno con il limite.

Non è solo un dono per i pazienti, ma anche per le famiglie che attraversano quel luogo e per gli operatori sanitari che, con competenza e dedizione, tengono in piedi una delle strutture più delicate e preziose del territorio.

«Questa non è soltanto un’opera artigianale – ha dichiarato il presidente Armando De Martino – ma il simbolo di una comunità che non si gira dall’altra parte. Ogni fiore rappresenta un gesto, un pensiero, una presenza. Ed è proprio questo che cerchiamo di portare ogni giorno all’interno dell’Hospice: vicinanza concreta, umana, autentica.
Un impegno che può continuare anche attraverso scelte semplici ma fondamentali, come la destinazione del 5×1000 all’associazione: un gesto che permette di sostenere attività, progetti e servizi a supporto dei pazienti e delle loro famiglie.
Il ringraziamento va a tutte le volontarie che hanno reso possibile questa opera, alle realtà che hanno collaborato con generosità e all’Hospice Il Giardino dei Girasoli per aver accolto il dono e messo a disposizione uno spazio capace di ospitarne il significato, prima ancora che la forma.
Perché, anche nei luoghi più complessi, c’è ancora spazio per la bellezza. E, soprattutto, per la presenza degli altri».

 

 

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