Caso Monaldi, stop trapianti per 6 mesi. Nasce la fondazione
Il caso del piccolo Domenico Caliendo segna un punto di non ritorno per la sanità campana. In una giornata carica di risvolti legali e politici, la Giunta regionale guidata dal Governatore Roberto Fico ha ufficializzato il blocco dei trapianti di cuore pediatrici, mentre a pochi chilometri di distanza, davanti a un notaio, prendeva vita l’ente che promette di dare battaglia a ogni episodio di malasanità.
La scure della Regione: sei mesi di stop e ispezione straordinaria
Palazzo Santa Lucia ha rotto gli indugi. Con un provvedimento d’urgenza, la Giunta ha disposto la sospensione del programma di trapianto cardiaco pediatrico dell’Azienda Ospedaliera dei Colli (Monaldi). Lo stop durerà almeno 180 giorni, periodo entro il quale dovrà essere effettuata una verifica tecnica senza sconti sulla sussistenza delle condizioni di sicurezza.
Ma la mossa più significativa sul piano politico e gestionale è il trasferimento del Centro Regionale Trapianti. Le funzioni tecnico-amministrative vengono sottratte all’ospedale Monaldi e portate direttamente sotto l’egida della Direzione Generale per la Tutela della Salute della Regione. Una decisione che suona come un commissariamento di fatto della rete trapiantologica, ora soggetta a un’ispezione straordinaria che vedrà il coinvolgimento anche di tecnici ministeriali.
Fondazione Caliendo: 45mila euro per la “battaglia di civiltà”
Parallelamente alle decisioni di palazzo, il dolore di una famiglia si è trasformato in istituzione. È nata ufficialmente la Fondazione Domenico Caliendo, presieduta dalla madre del piccolo, Patrizia Mercolino. L’ente parte con una dote finanziaria già solida: 45mila euro raccolti in meno di un mese grazie a una mobilitazione spontanea.





