STORIE DI REMO, GLI OCCHI DELLA LADRA
Prima puntata
Questa storia ha inizio agli albori degli anni trenta, quando a Salerno nasce il piccolo Bruno, da famiglia agiata e di elevato strato sociale.
Il padre era funzionario dell’Inps e la madre professoressa al liceo Tasso di piazza S. Francesco.
Salerno è la mia città, per me come una seconda mamma;
se mi portassero bendato in cento posti diversi, quando arriverei dove sono nato direi:
“Siamo a Salerno!”

Riconoscerei l’aria pregna di quella salsedine più’ aspra che sulle altre coste o la tramontana che soffia dai monti della Costiera amalfitana e porta con sé il profumo delle limonaie.
Non saprei vivere in una città diversa ,perché qui tutto è più bello ,soprattutto in primavera ,quando l’odore del mare si mescola con quello delle fioriture collinari di Giovi ,una volta ricche di uva “sanginella”
D’estate i bambini sono sempre a mare e ,già piccolissimi, diventano pesci d’acqua capaci di nuotare agevolmente.
Giocano a rimbalzino fiondando le pietre piatte a pelo d’acqua, o mirando ai gabbiani che si posano sullo specchio del mare.
Quando questi si levano in volo ,alla lontana appare quel resego rupestre che ad un estrema pone grande finestra.
Sono i monti Lattari ,guardiani severi della costiera Amalfitana ed il monte Finestra si trova alla destra del massiccio montano.
Ma torniamo alla inquietante storia di Bruno ,che nasce in questa città, ma che durante i bombardamenti intensivi del settembre 1943 ,perde entrambi i genitori rimanendo orfano. I salernitani erano abituati a vedere sorvolare la loro città dai bombardieri diretti a Napoli fin dal 1940 ,difatti quando l’8 settembre avvertirono il rombo sordo degli aerei ,come al solito esclamarono “Poveri napoletani !” Non sapevano che quel giorno sarebbe toccato a loro ,perché l’indomani a Salerno ci sarebbe stato lo sbarco degli Alleati .Essi avrebbero avviato l’operazione Avalanche, che avrebbe liberato definitivamente l’Italia dal nazifascismo.
Il piccolo Bruno era giù alla marina con gli altri ragazzi e ,quando i primi aerei scaricarono le bombe ,fuggirono tutti al riparo sotto la massicciata della ferrovia.
Bruno abitava con i genitori , nell’attuale via Pietro del Pezzo ,vicino alle casermette che erano proprio l’obiettivo di quei bombardamenti.

Quel maledetto giorno ci furono più di mille vittime civili ,tra cui i genitori del povero Bruno che aveva poco più di 10 anni.
Il ragazzo ,fra tante peripezie raggiunse un fratello della madre a Milano ,e fu proprio nella metropoli lombarda che fu da questi cresciuto amorevolmente.
Il giovane frequentò con grande profitto le scuole ,laureandosi in lettere classiche.
Fu assunto anch’egli all’Inps ,come orfano di guerra e fu proprio lì che conobbe Fiamma ,un’avvenente collega dalle forme prosperose e provocanti.
Ma la cosa più bella di questa giovane erano i suoi occhi.
Sarà proprio questo dettaglio che diventerà l’elemento più importante di questa nostra storia ; essa prosegue come al solito lunedì prossimo ,con la seconda puntata.
Camily Bosch





