Frode sul gioco illegale: sequestri per 2,5 milioni, bloccata barca di lusso nel porto di Sapri
Beni sequestrati nell’ambito di un’operazione della Guardia di Finanza figura anche un’imbarcazione di lusso ormeggiata nel porto di Sapri, insieme a due appartamenti – uno a Napoli, nei pressi del quartiere Vomero, e l’altro a Grottaferrata – e a 22 veicoli. Il provvedimento, disposto dal gip del tribunale di Imperia, riguarda una misura cautelare reale preventiva finalizzata alla successiva confisca per oltre 2,5 milioni di euro. L’operazione, condotta dalle Fiamme gialle del comando provinciale di Imperia con la collaborazione di altri reparti del Corpo e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ha portato all’esecuzione degli arresti domiciliari nei confronti dell’organizzatore della frode e alla denuncia di altre sette persone.
Le irregolarità
Secondo quanto emerso dalle indagini, il gruppo gestiva, attraverso diverse imprese e con la collaborazione di vari soggetti, sale da gioco dislocate in varie zone del territorio nazionale. All’interno dei locali venivano installati apparecchi da gioco con marchi contraffatti provenienti dalla Germania, al fine di ottenere profitti illeciti evadendo le imposte e sottraendosi fraudolentemente al loro pagamento. Le investigazioni, avviate dopo l’osservazione di una sala giochi che continuava a operare nonostante la revoca della licenza di pubblica sicurezza, hanno consentito di portare alla luce un sistema articolato di manomissione di apparecchi da intrattenimento e transazioni fraudolente ramificato su tutto il territorio nazionale. Gli accertamenti, condotti dai militari del gruppo di Imperia, hanno rivelato l’esistenza di un sodalizio capeggiato da un promotore di origine campana, affiancato da diversi collaboratori. Il gruppo acquistava in Germania macchine da gioco del tipo videolottery e “amusement with prize”, successivamente contraffatte mediante l’apposizione di loghi falsi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per simularne la regolarità. Gli otto indagati, per eludere eventuali controlli, avevano adottato anche un rapido sistema di spegnimento degli apparecchi: i dispositivi irregolari potevano essere disattivati a distanza tramite un telecomando, lasciando attivi solo quelli regolari collegati alla rete telematica dello Stato, utilizzati come copertura in caso di ispezioni.





