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«Caro avvocato, sono nei guai», caccia al truffatore dei giovani legali Cronaca Primo piano 

«Caro avvocato, sono nei guai», caccia al truffatore dei giovani legali



«Avvocato, avrei bisogno di essere seguito in un contenzioso…Il suo collega di prima mi ha combinato dei guai…». È una delle formule che utilizza un truffatore seriale per contattare gli avvocati civilisti, soprattutto quelli più giovani e con meno esperienza. I numeri di telefono dei professionisti di solito vengono presi dall’albo e contattati anche in quattro o in cinque al giorno. Ma non si tratta di incarichi «reali» perché quando alcuni di loro chiedono di saperne di più, si ritrovano poi in una situazione caotica dove le carte non sempre sono a posto.

È da almeno un anno che questo truffatore – il sospetto è che si tratti sempre della stessa persona – ci prova con richieste di patrocinio a dir poco anomale. Il primo contatto avviene per telefono, ma qualcuno ha anche accettato di fare un appuntamento. La persona che chiama millanta la possibilità di conferire incarichi finalizzati a seguire un corposo contenzioso, in parte già iscritto a ruolo, in parte da intraprendere, ma che complessivamente si aggirerebbe intorno al centinaio di cause. Una volta prospettato il «caso», la persona che cerca il contatto dichiara di non avere grosse disponibilità economiche e chiede di essere ammesso al gratuito patrocinio.

Quasi sempre gli appuntamenti vengono presi in zone lontane da Salerno perché il richiedente aiuto spiega di non essere in grado di guidare ed «invita» l’avvocato a recarsi presso la sua abitazione. Insomma, si tratta di un vero e proprio adescamento di professionisti: qualcuno ci è caduto ma, una volta fatta la trasferta, si sono resi conto che il contenzioso è di gran lunga inferiore al prospettato, molte delle questioni proposte erano infondate ed in tutti i giudizi già pendenti si sono già succeduti molti colleghi, a cui di volta in volta il mandato veniva revocato diventando loro stessi oggetto di richieste risarcitorie per responsabilità professionale. Proprio per questo motivo chiede sempre di incontrare avvocati fuori dal distretto in cui risiede, perché così – dice – non si creano conflitti di competenze. Fonte: Il Mattino

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