Trentinara , la Collodi del Mezzogiorno: inaugurata la mostra “Pinocchio prende forma”
Trentinara punta a diventare la “Collodi del Mezzogiorno” e inaugura il suo nuovo percorso culturale nel segno di Pinocchio. Negli spazi dell’Ex Chiesa di San Nicola è stata inaugurata la mostra “Pinocchio prende forma”, personale del Maestro Fernando Mangone, promossa dal Comune di Trentinara in collaborazione con la Fondazione FAM ETS – Fondazione Arte Mangone Ente del Terzo Settore. A illustrare la mostra è stata la giornalista e presentatrice Barbara Landi. L’iniziativa si inserisce nel programma delle celebrazioni per il bicentenario della nascita di Carlo Collodi (1826–2026) e rappresenta il primo tassello del progetto “Trentinara: la Collodi del Mezzogiorno”, con cui il borgo cilentano punta a coniugare arte contemporanea, letteratura e valorizzazione territoriale. Il cuore del progetto è la riqualificazione dell’Ex Chiesa di San Nicola come spazio culturale permanente, destinato a ospitare mostre, eventi e attività legate all’arte e alla letteratura. La mostra propone una rilettura originale del mondo di Pinocchio, attraverso opere in cui materia e colore diventano strumenti narrativi ed emozionali. Nelle tele di Mangone, il celebre burattino si trasforma in una figura simbolica e contemporanea, capace di raccontare temi universali come la crescita, l’errore, la trasformazione e la ricerca della propria identità.
Il progetto espositivo si lega anche all’importante lavoro editoriale che vede protagonista il Maestro Mangone nella nuova edizione de Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi, pubblicata da EDUP – Edizioni dell’Università Popolare / UPTER nella collana “Gli Immortali”. Un volume arricchito dalle illustrazioni dell’artista, in cui il capolavoro della letteratura italiana viene reinterpretato in chiave visiva contemporanea. Un’operazione culturale che, come evidenziato dal prof. Francesco Florenzano, saggista e psicologo, supera il concetto tradizionale di illustrazione: la pittura di Mangone non accompagna semplicemente il testo, ma lo attraversa e lo ricompone, restituendo al classico una nuova dimensione visiva, emotiva e riflessiva.
“Pinocchio è uno degli archetipi più potenti della cultura occidentale perché non si conclude mai – ha dichiarato il Maestro Fernando Mangone –. È il simbolo del nostro continuo trasformarci, del nostro errore necessario, della nostra ricerca identitaria. In questa serie ho cercato di restituire non solo la storia, ma la sua energia interna. Il mio Pinocchio è una riflessione visiva sulla disobbedienza, sull’errore e sulla possibilità di redenzione”.
Per la Presidente della Fondazione Arte Mangone ETS, Anna Coralluzzo, la forza del progetto sta proprio nella sua capacità di unire linguaggi e generazioni: “Trasformare un classico della letteratura in un linguaggio visivo contemporaneo significa rendere l’arte uno strumento di conoscenza, crescita e trasformazione. Questo progetto interpreta pienamente la missione della Fondazione e apre nuove possibilità di dialogo tra memoria culturale e presente”.
Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco di Trentinara Rosario Carione, che ha sottolineato il valore strategico dell’iniziativa per il borgo: “Abbiamo creduto in questo progetto perché rappresenta un’opportunità concreta di crescita sociale, culturale ed economica per la nostra comunità. L’Ex Chiesa di San Nicola rinasce come luogo di arte, incontro e promozione del territorio, in un percorso che punta a fare di Trentinara un punto di riferimento per il turismo culturale del Cilento”.
Sulla stessa linea il consigliere comunale Roberto Paoloantonio, che ha parlato di un’iniziativa capace di unire recupero degli spazi e visione culturale: “”Pinocchio prende forma” segna l’inizio di un percorso importante per Trentinara, fondato sulla valorizzazione del patrimonio e sulla volontà di costruire nuove occasioni di partecipazione, bellezza e promozione per il nostro paese”.
Con “Pinocchio prende forma”, Trentinara inaugura così non soltanto una mostra, ma un progetto di più ampio respiro che punta a trasformare il borgo in un nuovo presidio culturale del Mezzogiorno, dove la grande letteratura di Collodi incontra l’arte contemporanea e diventa occasione di rilancio e identità per il territorio.





