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Villaggio Iris a Battipaglia, dal Tar sì alle demolizioni Cronaca Provincia e Regione 

Villaggio Iris a Battipaglia, dal Tar sì alle demolizioni

Respinti i ricorsi dei proprietari anche per due abbattimenti nelle località Lago e Verdesca Il Comune di Battipaglia ha il suo posto al sole. Lo hanno sentenziato i giudici della sezione salernitana del Tar campano, respingendo in un colpo solo i sette ricorsi proposti dalle famiglie che possedevano gli immobili del villaggio Iris, in località Nuova Spineta, proprio nella zona mare. Era legittima l’ordinanza di sospensione delle attività di lottizzazione abusiva, emessa a giugno scorso dal dirigente urbanistico comunale Carmine Salerno : le venti case vacanza, tirate su tra gli anni ‘70 e ‘80 in assenza di permesso di costruire, sono abusive, e il Comune ha il diritto e il dovere di abbatterle e di acquisire l’area. Le toghe respingono le censure opposte dai 17 firmatari dei ricorsi, affidatisi agli avvocati Angela Ferrara , Fabio Siani , Roberto Lanzi , Alfonso Vuolo e Rossella Battiromo . I ricorrenti, soltanto alcuni dei 37 proprietari coinvolti nel caso Iris, si erano appellati all’irretroattività delle sanzioni, stabilita dalla legge 47 del 1985, il famoso condono Craxi. «L’irretroattività da esso sancita – sentenziano dal Tar – concerne le sole lottizzazioni abusive cartolari, e non anche le lottizzazioni abusive materiali». Le sanzioni di demolizione e di acquisizione, insomma, non sono retroattive soltanto nei casi in cui si creano le condizioni di un abuso che non viene perpetrato (cartolarizzazione), ma si fanno valere eccome quando la lottizzazione illecita si è già verificata. Come nel caso del Villaggio Iris, in merito al quale «il Comune di Battipaglia ha adeguatamente valutato e motivato la ravvisata sussistenza degli estremi dell’illecito», ed ora, acquisita l’area, dovrà demolire. Ruspe in arrivo pure in località Lago: il Tar, infatti, si è espresso anche sul caso Sinopoli, riguardante il controverso diniego, risalente al 2013, di un condono edilizio per un fabbricato in zona mare e la conseguente ordinanza di demolizione di agosto 2018. Atti legittimi, sentenziano i giudici, respingendo il ricorso della proprietaria ed accogliendo le tesi difensive del Comune, assistito dal dirigente legale Giuseppe Lullo , e del circolo locale di Legambiente, intervenuto “ad opponendum” e patrocinato da Ferdinando Belmonte . Una nona sentenza favorevole al Comune, infine, prevede la demolizione di un immobile abusivo di località Verdesca. In città, le ruspe in zona mare sono una materia delicata: c’era un riferimento a delle demolizioni in litoranea in quella lettera minatoria, accompagnata da un proiettile, che la sindaca Cecilia Francese ricevette pochi giorni dopo l’insediamento. Fonte: La Città di Salerno

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