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Ucraina, appello da Kiev: altre armi altrimenti perderemo la guerra Attualità Italia e Mondo Primo piano 

Ucraina, appello da Kiev: altre armi altrimenti perderemo la guerra

Il vice capo dell’intelligence militare ucraina Vadym Skibitsky ha dichiarato che l’Ucraina sta perdendo contro la Russia in prima linea e che ora dipende quasi esclusivamente dalle armi provenienti dall’Occidente per tenere a bada la Russia: “Questa è ormai una guerra di artiglieria. I fronti sono ora il luogo in cui si deciderà il futuro e stiamo perdendo in termini di artiglieria. Tutto ora dipende da ciò che l’Occidente ci dà”, ha detto al Guardian.
Le truppe russe stanno cercando di stabilire il pieno controllo sulla regione di Lugansk entro il 12 giugno, data della celebrazione del Giorno della Russia: afferma il capo dell’Amministrazione militare regionale Sergiy Gaidai su Facebook. Gaidai ha anche riferito che i combattimenti stanno continuando nella città dell’Ucraina orientale di Severodonetsk e negli insediamenti di Hirske e Popasna: “Severodonetsk regge, ma i russi stanno distruggendo tutto. Il mondo russo è un deserto. Il nemico sta cercando di raggiungere questo obiettivo”, ha scritto Gaidai.

Nei commenti rilasciati alle tv russe in occasione del 350mo anniversario dalla nascita di Pietro il Grande, il presidente russo Vladimir Putin si è paragonato allo zar tracciando un parallelo tra quelle che ha descritto come le loro due imprese storiche gemelle per riconquistare le terre russe: “A quanto pare, spetta anche a noi restituire (ciò che è della Russia) e rafforzare (il Paese). Se partiamo dal fatto che questi valori fondamentali costituiscono la base della nostra esistenza, riusciremo sicuramente a risolvere i compiti che abbiamo di fronte”, ha detto, citato dal Guardian.

“L’operazione speciale si sta sviluppando secondo i piani militari inizialmente previsti”: lo ha detto il rappresentante permanente di Mosca presso l’Onu, Vasily Nebenzya, riferendosi all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Intervistato dalla Bbc, riporta la Tass, il diplomatico russo ha sottolineato che “nessuno aveva promesso di concludere (l’operazione) in tre o sette giorni. Alcuni esperti dicono: ‘l’operazione speciale russa è ora in stallo e non sta procedendo al ritmo che era stato inizialmente previsto’. Ma il progresso è in corso. Questo è chiaro”. Nebenzya ha quindi spiegato che “uno dei motivi del cosiddetto ritmo lento è che non stiamo prendendo di mira le infrastrutture civili”: le truppe “stanno solo colpendo obiettivi militari e questo richiede tempo. (Ansa)

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