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Torna a salire l’attività in maggio (+0,4%). Il secondo trimestre resta  debole e le prospettive poco favorevoli Economia 

Torna a salire l’attività in maggio (+0,4%). Il secondo trimestre resta debole e le prospettive poco favorevoli

La produzione industriale italiana è vista indebolirsi nel trimestre in corso, dopo il robusto aumento rilevato nel primo 2019. Nonostante un
recupero stimato in maggio (+0,4%, dopo -0,2% di aprile), la variazione acquisita nel secondo trimestre è negativa (-0,4%, da +1,0% nel primo). Verosimilmente sarà negativo anche il contributo dell?industria alla dinamica del PIL nei mesi primaverili, dopo che ne ha supportato la crescita nel primo. La domanda interna continua a rappresentare l’anello debole di questa fase congiunturale mentre quella estera ancora non mostra decisi segnali di accelerazione. La fiducia degli imprenditori manifatturieri e delle famiglie è migliorata in maggio ma ciò non inverte la tendenza negativa in atto da diversi mesi e conferma un quadro debole e con prospettive poco favorevoli.

Il CSC rileva un aumento della produzione industriale dello 0,4% in maggio su aprile, quando è stimato un calo dello 0,2% su marzo. La variazione acquisita nel secondo trimestre è di -0,4%. La produzione, al netto del diverso numero di giornate lavorative, arretra in maggio dello 0,3% rispetto allo stesso mese del 2018; in aprile è stimata scendere dello 0,6% annuo. Gli ordini in volume registrano incrementi congiunturali sia in maggio (+0,3% su aprile, +0,5% sui dodici mesi) che in aprile (+0,1% su marzo, -2,7% annuo). La dinamica dell?attività negli ultimi due mesi è condizionata da un contributo negativo dell?energia elettrica e da una particolare distribuzione delle giornate lavorative che ha consentito, in aprile, la chiusura di alcune attività verso la fine del mese, in un contesto di domanda bassa e calante. L?indebolimento dell?attività nell’industria è dipeso soprattutto dalla domanda interna. Questa, che già nel primo trimestre era risultata fiacca (con l?unica eccezione degli investimenti in costruzioni), si conferma l?anello debole nell’attuale fase congiunturale.
Le prospettive non sono migliori di quanto finora osservato. Benché si sia interrotta in maggio la diminuzione della fiducia tra le imprese
manifatturiere e le famiglie, i livelli sono ancora bassi, specie tra le prime. Nella media aprile-maggio la fiducia delle famiglie è scesa a 111,2
(112,5 nel primo trimestre). Ha pesato il peggioramento di giudizi e attese sulla situazione economia personale e sulla disoccupazione. Sono
meno favorevoli anche le valutazioni sull’andamento dell’economia italiana, condizionate da un’ccentuazione dello scontro politico nelle
ultime settimane, in vista delle elezioni. Nel manifatturiero si è interrotto in maggio il calo dell’indice di fiducia per la prima volta
dopo sette mesi, ma i livelli restano tra i più bassi degli ultimi anni.
Gli imprenditori si attendono una dinamica debole della domanda e per il terzo mese consecutivo è stata rilevata una diminuzione delle scorte (che nei primi due mesi erano salite rapidamente). In tale contesto è cruciale riportare la fiducia tra le imprese e le famiglie attraverso adeguate misure di politica economica. Diversamente, il prezzo da pagare è il persistere di una sostanziale stagnazione dell?economia italiana.

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