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Suona la campanella senza il Provveditore Cronaca 

Suona la campanella senza il Provveditore



Suona la campanella e la scuola salernitana si presenta al via con tanti paradossi. Uno, in particolare, però, stuzzica la fantasia e fa comprendere come, molto probabilmente, la scuola di Salerno e provincia non sia al primo posto nei pensieri di chi dà le direttive: la mancanza del provveditore. Già, perché dopo il pensionamento di Renato Pagliara nessuno ha finora preso il suo posto all’Ufficio d’ambito territoriale di Salerno. Una mancanza grave, anche perché la Corte dei Conti ha sonoramente bocciato la procedura adottato dal direttore regionale, Luisa Franzese.

I magistrati contabili, infatti, non hanno ratificato la nomina del nuovo dirigente, individuato, a seguito di una procedura concorsuale, in Paolo Simia. A detta dei giudici troppe sono le anomalie riscontrate nel verificare i criteri adottati nel procedimento. E, in particolare, la «mancanza di una previa e completa indicazione dei criteri di scelta del candidato più idoneo». Proprio per questo, secondo la Corte dei Conti «i criteri valutativi e la griglia comparativa sono stati stabiliti nella prima seduta della Commissione, solo in seguito alla quantificazione delle domande pervenute (40) e alla lettura dei nominativi dei candidati». Un’altra incongruenza riguarda l’esclusione dei dirigenti scolastici che, invece, per la Corte dei conti, avrebbero potuto prendere parte alla selezione. «Spetta poi alla Pubblica amministrazionevalutare se in concreto gli stessi siano in possesso dei requisiti necessari, se abbiano svolto attività tali da far acquisire esperienza per almeno un quinquennio ovvero abbiano quelle qualità professionali che, come più volte ripetuto, caratterizzano il reclutamento». Dunque il nuovo anno scolastico a Salerno e provincia inizia senza che vi sia una guida. E chissà fino a quando sarà ancora così.

In tutti questi mesi di vacatio le funzione di provveditore l’ha rette il funzionario con delega alla firma, Filomena Chiariello. E la “facente funzioni” ha lavorato anche piuttosto bene, tenendo conto dei giudizi degli addetti ai lavori, portando a termine, seppure in condizioni difficili, tutti gli adempimenti necessari, nonostante un organico ridotto all’osso. Sì, perché unaltro dei “buchi neri” della scuola salernitana è proprio la mancanza di personale nell’Ufficio di ambito territoriale.Che, nei tempi di “vacche grasse” poteva contare su oltre 200 impiegati, mentre attualmente su circa 60. E, a fine anno,almeno altri 10 andranno in pensione, riducendo ancora di più la forza lavoro. Questo è proprio

uno dei problemi più urgenti da risolvere come evidenzia Enzo Pastore, segretario provinciale della Cisl scuola: «Il nuovo provveditore – puntualizza Pastore – quando prenderà possesso del suo incarico dovrà tenere conto di queste circostanze. E, soprattutto, non potrà fare a meno di affrontare il problema del sottodimensionamento dell’organico e prevedere pertanto un riassetto organizzativo». Problemi tali da impedire l’apertura di qualche scuola, comunque, non se ne riscontrano e l’avvio del nuovo anno sarà regolare. Questo, tuttavia, non può far dimenticare i mille problemi della scuola salernitana che tra immobili fatiscenti (solo il 20 per cento hanno la certificazione di agibilità) e calo d’iscritti non se la passa proprio bene, volendo usare un eufemismo. Alle scuole superiori, infatti, rispetto allo scorso anno scolastico, mancano all’appello ben 1427 studenti.

Una flessione notevole, che comporta anche minori classi e, di conseguenza, anche tagli di posti di lavoro anche se, per il momento, è stato confermato lo stesso organico di docenti e di personale Ata del 2017. Scendendo nei particolari le classi in meno sono ben 34, in tutti gli istituti della provincia. Unica consolazione che non ci dovrebbero più essere le classi pollaio, almeno alle medie e alle superiori. Il condizionale è d’obbligo, perché sebbene la norma sia chiara e non preveda più di 25 alunni per classe, molto spesso viene disattesa. La scuola superiore con il maggior numero di studenti è il liceo scientifico Cacciopoli di Scafati, con 1.455 iscritti. In generale, comunque, l’istruzione scientifica è quellapiù gettonata.

Si difende anche il liceo classico, un sempreverde che non perde il suo appeal nemmeno tra i nativi digitali, tant’è che il liceo Tasso, vera e propria icona dell’istruzione a Salerno, quest’anno può contare su 820 allievi. E proprio lo scientifico e il classico nel Salernitano guidano la graduatoria delle classi più numerose, in controtendenza nazionale. In totale, nelle scuole superiori, le prime classi sono 544, 552 al secondo anno, 538 al terzo, 536 al quarto e 546 al quinto. Fonte: La Città di Salerno

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