STORIE DI REMO, GLI OCCHI DELLA LADRA
settima puntata
L’accordo con Isidoro fu immediatamente fattivo:
quando lui metteva da parte un po’ di monete, saliva su a Milano e le dava a Bruno, trovando rapidamente l’intesa sul prezzo.
Essendo il costo iniziale del materiale pari a zero ,la trattativa si chiudeva facilmente con reciproca soddisfazione .
Si trattava di esemplari medievali ,per lo più di area meridionale; niente di eclatante ,ma a volte capitava qualcosa di interessante e Bruno sapeva bene come “tesaurizzarla”.

In questi incontri al Nord Isidoro rimaneva ospite dai ragazzi per qualche notte ; si faceva accompagnare da una ragazzotta delle sue parti,molto giovane .
Tra i due esisteva un feeling perfetto ,soprattutto nei dopocena presso gli ospiti milanesi, puntualmente seguiti da serate particolarmente “impegnative”.
Il quartetto beveva sangria a fiumi e quando l’alcool annebbiava la ragione ,gli accadimenti si allontanavano rapidamente da qualsiasi forma di pudore.

Le identità fisiche degli astanti si mescolavano nel buio e l’euforia cedeva il passo ad una generale anarchia dei sensi.
L’indomani i convenevoli del rientro al Sud della versatile coppia avevano i toni usuali di un saluto qualunque ,mentre le emozioni travolgenti della notte avevano già trovato posto nell’oblio dei ricordi .
Intanto gli”affarucci”monetali procedevano senza intoppi ,finché un giorno per il negozietto di piazza Cordusio passò’ un signorotto particolare; un tipo
attempato con l’aria di quei personaggi di altre epoche.
Rubicondo e corpulento era sempre fresco e profumato ,con l ‘aria del “frescone “gaudente e i modi brillanti di chi ha molti quattrini da spendere.
Proveniva
dalla Baviera ; usava bastone e cilindro
e ricordava vagamente il personaggio di Goldfinger del film di 007.
Questro strano personaggio era un industriale della birra e faceva parte del comitato organizzatore della “October Fest”
Bruno lo chiamava “Il Kaiser”; ricchissimo ,aveva grande passione per un particolare segmento dell’archeologia.
Adorava le armature e i corredi bellici di epoca Etrusco/Ellenica;
le armi di quel periodo lo facevano impazzire e pare che possedesse una daga corta in condizioni perfette .Si trattava di uno dei rarissimi reperti romani non proveniente da scavo,per cui lo stato di conservazione era eccezionale.
Ma il suo sogno nel cassetto era un elmo greco,di quelli con il paranaso lungo e con la cresta metallica che fosse sfuggita all’usura dei millenni.
Anche le donne non gli erano indifferenti e un maxi boccale di birra bastava a innescargli significativi eccessi ormonali ,che si spegnevano solo tra le lenzuola con qualche vivace donzella .
Fu inevitabile il suo interesse per Fiamma che come potrete immaginare non fece nulla per osteggiare le sue attenzioni.
Ben presto la giovane antiquaria fu preda consenziente del signorotto che mostrava particolare interesse per le forme piccanti della ragazza.
Ma anche i grandi sesterzi imperiali custoditi nella cassaforte del negozio stimolavano le sue”voglie” di possesso
Gli acquisti erano importanti e ad ogni affare concluso ,in quella magica bottega di Aladino si brindava con un generoso “boccalone”di birra.
Bruno con una scusa guadagnava l’uscita del piccolo esercizio commerciale ,vestendo ancora una volta i panni
de “Le coque magnifique “come recitava il titolo del famoso film di Antonio Pietrangeli del 1964.
Seguivano come da copione le partecipate evoluzioni tra Fiamma ed il Kaiser in uno degli alberghetti della Stazione Centrale.
Ma saranno proprio le velleità collezionistiche del ricco industriale bavarese a procurare un bel po’ di guai a quei due antiquari senza scrupoli.
Nel museo dove lavorava Isidoro ,al centro della “sala princeps”era conservato un elmo ellenico con il para naso lungo ed i guanciali laterali di grande fattura e perfetto stato di conservazione

Camily Bosch





