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STORIE DI REMO, GLI OCCHI DELLA LADRA Attualità 

STORIE DI REMO, GLI OCCHI DELLA LADRA

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Sesta puntata

 

Un giorno al negozietto di piazza Cordusio passo’ in tipo con i capelli rossicci ;rimase estasiato a guardare la vetrina esterna ,tanto che Fiamma ,insospettita chiese:
“Appassionato ?”
Lui, avrà avuto sui 50 anni ed era vestito con una tuta e degli occhiali da automobilista d’epoca e aveva un’aria da frescone impenitente. La guardò’ e disse:
“Sì ,diciamo che la mia passione per le monete è una deformazione professionale!

Sono impiegato in un museo archeologico e ne vedo tantissime tutti i giorni“
Poi,entrando stese la mano verso Fiamma ,mostrandosi compiaciuto ,sia per la conoscenza che per la sua avvenente bellezza.
L’avventore era così conciato nell’abbigliamento ,perché partecipava con la sua Balilla ad un “Raduno di Auto d’Epoca “che sarebbe partito da lì a poco per sfilare nel centro storico di Milano.I due intrapresero un fitto interlocutorio in cui
Fiamma cercava di capire che ruolo avesse costui nell’ambito di quell’importante museo e se la passione fosse solo limitata al suo interesse professionale.
Lo aveva fatto accomodare sul divanetto di pelle e gli si era seduta accanto per dialogare meglio;non le era sfuggito l’interesse del personaggio per le sue forme e quella seduta era ideale perché queste facessero capolino tra le pieghe della corta gonna .

 

Nel frattempo era arrivato Bruno che ,informato sui fatti da Fiamma ,intuì in un batter d’occhio le potenziali prospettive di quell’incontro.
L’immediato feeling stabilitosi tra i tre si tramutò in un invito a cena per la sera stessa nella pizzeria di fronte al negozio.
Isidoro fu puntuale ;a fine sfilata,rigenerato e fresco di doccia si ritrovò al tavolo del locale con i suoi ospiti, anch’essi più pimpanti che mai.
Bruno aveva lungamente disquisito con la compagna convenendo una strategia comune ,in cui entrambi dovevano rendersi conto se ci fossero le condizioni per far uscire un po’ di monete da quel museo.
Dai primi approcci Bruno e Fiamma si erano resi conto che il personaggio gaudente, scapolone e dongiovanni impenitente poteva essere il tipo “ giusto “ ,ma bisognava esserne certi prima di sbilanciarsi.
In tutta questa fase di studio, Fiamma percepì per quel sesto senso che le donne hanno ,che gli sguardi del pilota(così lo aveva soprannominato Bruno) erano tendenziosi
Non era sposato e si raccontava spirito libero, sempre in cerca di incontri muliebri occasionali.
La decisione di “innaffiare la pizza”con un buon Chianti li aveva subito trovati consenzienti e durante la serata il fiasco da due litri fu onorato fino all’ultima goccia..
Per la verità i due antiquari si limitarono molto ,lasciando campo largo al loro ospite nella mescita dell’ottimo rosso . Così accadde che,durante la serata Isidoro liberasse il suo spirito disinvolto e per nulla fedele ai principi morali necessari alla sua professione.

 

Nel bel pieno della “pizzata”in compagnia della coppia di antiquari gli scappo’detto:
“Che volete , dopo tanti anni trascorsi in un museo tra un andirivieni e l’altro dai depositi colmi di materiale non catalogato e sistemato alla rinfusa ,vuoi che non ti rimanga qualcosa appiccicato alle mani”
Poi per niente imbarazzato da quella anteprima,egli divenne ancora più esplicito.
“Le monete sono così piccole e piatte che se ti cadono dalle mani ,può capitare che si infilino di taglio tra il fianco della scarpa e quello del piede”
Non contento di quella dichiarazione così povera di zelo professionale ,volle conchiudere il concetto asserendo che poi te ne accorgi quando sei in macchina ,di ritorno a casa e l’indomani ti sfugge fatalmente di rimetterle a posto..
Ma quella sera Ididoro aveva onorato con tanto zelo il fiasco di Chianti che la sua vena ironica era inesauribile.
C’era un prete al loro fianco che mangiava da solo e l’allegra goliardia che soffiava al tavolo di quei tre buontemponi gli suggerì di accodarsi a loro.
Era un prete moderno lontano dai bigottismi tanto diffusi in ambito clericale ,al punto che quando Fiamma si allontanò verso la toilette ,facendo sussultare le sue giunoniche forme gli scappò detto :
“ Con il permesso del sig Bruno che e’il compagno di cotanta grazia , debbo dire che quando il buon Dio mostra agli uomini queste fattezze ,non si può dubitare della sua esistenza”
Al che Isidoro soggiunse:
“E voi padre cosa dite al buon Dio quando invece si osservate una donna brutta “
Il religioso senza esitare rispose:
“In tal caso lo ringrazio di avermi fatto prete”

 

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Camily Bosch

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