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Stato d’emergenza sino al 30 aprile e stop all’asporto dei bar dalle 18, ecco cosa prevede il nuovo Dpcm Attualità Italia e Mondo Primo piano 

Stato d’emergenza sino al 30 aprile e stop all’asporto dei bar dalle 18, ecco cosa prevede il nuovo Dpcm

E’ il giorno del nuovo Dpcm atteso in serata, come riporta la Gazzetta del Sud, dopo che il ministro Speranza relazionerà al Parlamento. L’attesa stretta sta per essere annunciata, con una situazione pandemica che continua a preoccupare e non accenna a palesare miglioramenti, al di là della campagna dei vaccini che ha dato certamente speranza. Si terrà stasera (mercoledì, ndr) il Consiglio dei ministri sul nuovo decreto per le misure anti-Covid. Lo ha annunciato il premier Giuseppe Conte chiudendo il Cdm. Giovedì, si apprende ancora, è invece previsto un ulteriore Cdm per il nuovo scostamento di bilancio.  Lo stato d’emergenza per il Covid dovrebbe essere prorogato fino al prossimo 30 aprile. Lo si apprende da fonti di governo a margine del Consiglio dei ministri.

L’impianto del nuovo Dpcm è comunque definito: tanti provvedimenti di cui si è parlato in questi giorni. Verranno confermati il divieto di spostamento tra le regioni, anche quelle gialle, il coprifuoco dalle 22 alle 5, l’apertura dei ristoranti fino alle 18 nelle zone gialle, la regola che consente una volta al giorno a massimo due persone di andare a trovare parenti e amici. Regola che aveva convinto nel periodo natalizio come confermato da fonti governative negli ultimi giorni. Con il Dpcm sarà poi introdotto il divieto di vendita d’asporto per i bar a partire dalle 18 per evitare gli assembramenti e, soprattutto, l’intervento sugli indici di rischio, per facilitare l’ingresso in zona arancione delle regioni a rischio alto. Una misura che si accompagna all’abbassamento della soglia dell’Rt: con 1 si va automaticamente in zona arancione, con 1,25  in zona rossa. Modifiche che porteranno mezza Italia in arancione e una parte in rosso: ad oggi sono 12 tra regioni e province autonome in questa situazione, con Lombardia e Emilia Romagna nelle prime posizioni. Calabria e Sicilia sono zona arancione.

Prorogare lo stato d’emergenza fino al 31 luglio, mondiali di sci a Cortina a porte chiuse, niente riapertura degli impianti sciistici. Gli esperti del Comitato tecnico scientifico ribadiscono la loro contrarietà all’allentamento delle misure restrittive e, anzi, invitano il governo in vista del nuovo Dpcm che entrerà in vigore venerdì 16 a mantenere i provvedimenti emergenziali per altri sei mesi.
Dalla parte degli scienziati ci sono i numeri. Altri 14mila contagi in un giorno e un tasso di positività che non riesce a scendere sotto il 10% da giorni ma, soprattutto, ancora 616 vittime in 24 ore: dall’inizio dell’emergenza il virus si è portato via quasi 80mila persone, un’ecatombe. Gli esperti, nel parere al governo, indicano quattro elementi che secondo loro rendono necessario il prolungamento dello stato d’emergenza. Innanzitutto, l’impatto «ancora importante» che la curva del virus ha sui posti letto in terapia intensiva e in area medica: in base ai dati dell’ultimo monitoraggio, 13 regioni e province autonome hanno superato la soglia critica. Ma non solo: c’è da tener conto della campagna vaccinale, che a breve entrerà nel vivo e non deve essere inficiata da un aumento esponenziale dei contagi, c’è una situazione internazionale «preoccupante», come dimostra quanto sta avvenendo in Gran Bretagna e Germania; c’è il rischio di una sovrapposizione tra l’influenza stagionale e il Covid che potrebbe provocare un sovraccarico dei servizi sanitari. Serve dunque fronteggiare la pandemia, è la conclusione degli scienziati, con gli strumenti che garantisce lo stato d’emergenza, almeno fino alla fine di luglio quando il vaccino avrà raggiunto una fetta consistente della popolazione.

mm

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