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Smart working, la denuncia del segretario Donato Salvato della Uil Fpl Salerno: “Attivazione a macchia di leopardo in provincia. Si faccia presto dopo i decreti del Governo e le ordinanze regionali” Politica 

Smart working, la denuncia del segretario Donato Salvato della Uil Fpl Salerno: “Attivazione a macchia di leopardo in provincia. Si faccia presto dopo i decreti del Governo e le ordinanze regionali”

Lavoro agile e modalità ordinaria di lavoro. La Uil Fpl provinciale, con una lettera inviata al presidente della Regione Campania e vertici di Comunità Montane, Provincia di Salerno, Aziende sanitarie, Iacp-Acer, Camera di Commercio e segretari comunali, ritorna su una problematica molto sentita dai lavoratori in questi giorni di emergenza coronavirus. “Ciò si rende necessario sia per le numerose notizie di applicazioni difformi e a macchia di leopardo sul territorio della nostra provincia e sia per i recenti nuovi provvedimenti assunti dal Governo nazionale e dal Governatore della Campania, a seguito dell’acuirsi della diffusione della pandemia”, ha detto il segretario Donato Salvato. “Al momento l’unico rimedio efficace è quello di rimanere a casa, evitando contatti interpersonali. La situazione ha assunto oramai una gravità tale che, con l’ultimo Decreto, il Governo ha disposto il blocco di tutte le attività produttive con le conseguenze che ne trarremo nel prossimo futuro, ribadendo che la sicurezza dei cittadini è prioritaria . Occorre che ognuno faccia il proprio dovere tra cui gli enti pubblici quali datori di lavoro nei confronti dei loro dipendenti. La recente produzione normativa di emergenza ha sin dalle prime pronunce consigliato che negli enti pubblici il lavoro agile diventasse strumento per ridurre i contatti tra persone e contenere la diffusione del virus. Con il Decreto del 2 marzo scorso venivano previste agevolazioni per consentire che si potesse facilitare la attivazione del lavoro agile . Con il Decreto successivo dell’11 marzo si evidenziava la necessità che le pubbliche amministrazioni assicurassero lo svolgimento in via ordinaria delle prestazioni lavorative in forma agile individuando prioritariamente le attività indifferibili da rendere in presenza. Analogo indirizzo veniva inoltrato alle pubbliche amministrazioni dal ministro della Funzione Pubblica con la direttiva numero 2 del 2020 . La Direttiva evidenziava che la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa è il lavoro agile, limitando la presenza del personale negli uffici ai soli casi in cui la presenza fisica fosse indispensabile . Per le attività che per loro natura non possono essere oggetto di lavoro agile le amministrazioni dovevano adottare strumenti alternativi per limitarne la presenza , quali ad esempio ,la rotazione del personale, la fruizione degli istituti del congedo, la banca delle ore nonché le ferie pregresse. Quando previsto nella citata direttiva è diventato, da obbligo morale, ad obbligo normativo. Il Decreto Legge del 17 marzo scorso ha espressamente stabilito all’articolo 87 le misure straordinarie da adottarsi per ridurre la mobilità delle persone e quindi la diffusione del virus. Ha stabilito che fino alla cessazione dello stato di emergenza il lavoro agile è la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle pubbliche amministrazioni. Nell’Ente le presenze vanno limitate esclusivamente alle attività indifferibili e che non si possono svolgere da remoto. Tutta la restante attività è svolta con lavoro agile ovvero, espediti tutti gli strumenti alternativi ivi previsti, attivare la esenzione del personale dal servizio. In fatti nel caso che non sia possibile ricorrere al lavoro agile , le amministrazioni utilizzano gli strumenti delle ferie pregresse – ricordiamo che entro il 30 giugno vanno usufruite le ferie pregresse – . Il congedo, la banca delle ore ove presente, la rotazione e altri istituti previsti contrattualmente. Esaurite tali opzioni il datore di lavoro pubblico può motivatamente, a tal punto, di esentare il personale dal servizio . Tale periodo risulta comunque servizio prestato a tutti gli effetti. Quanto evidenziato non è più una facoltà , l’Ente pubblico ha l’obbligo di attivare tali procedure. Le stesse sono state tra l’altro confermate e ribadite anche nel Decreto pubblicato ieri ed entrato in vigore nella giornata odierna ove ribadisce che per la Pubblica Amministrazione resta fermo quanto previsto dall’articolo 87 del documento Analogamente per tale obbligo si è espresso anche il nostro Governatore regionale con l’ordinanza con cui impone che le pubbliche amministrazioni della regione Campania si attengano alla stretta osservanza delle disposizioni e al fine di limitare le presenze del personale negli uffici ai soli casi in cui la presenza fisica sia strettamente indispensabile per le attività individuate come urgenti e indifferibili. l momento tutti i dipendenti pubblici sono da considerarsi in Smart Working ex lege, con conseguenti responsabilità penali e disciplinari sui datori di lavoro che li obblighino a presentarsi negli uffici . Siamo in una situazione emergenziale estremamente grave e complicata, in cui tutti i cittadini sono stati chiamati a dare il proprio contributo per far sì che non si arrivi al tracollo delle strutture sanitarie. Dunque, è assolutamente inaccettabile che le misure legislative poste in campo dal Governo per arginare i contagi da Covid-19 possano essere disattese in alcun modo”.

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