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Scala, morte bambino inglese per choc anafilattico: condannata responsabile ristorante, assolto lo chef Cronaca Primo piano Provincia e Regione 

Scala, morte bambino inglese per choc anafilattico: condannata responsabile ristorante, assolto lo chef

Assolto con la più ampia formula, perchè il fatto non costituisce reato, Luigi Cioffi, il cuoco dell’hotel ristorante “La Margherita-Villa Giuseppina” di Scala fra gli imputati del processo per la morte di Cameron Wahid, il turista inglese di sette anni che il 30 ottobre del 2015 morì in seguito allo choc anafilattico avvertito a Ravello tre giorni prima, dopo aver pranzato a Scala. Il bambino era giunto in costiera per una vacanza con i propri genitori, Ritzwan e Cassandra Wahid e col fratellino Aid. Ieri al Tribunale di Salerno la sentenza del processo in primo grado (giudice Mariella Motefusco) che ha condannato per omicidio colposo la responsabile del ristorante, Ester Di Lascio a due anni con pena sospesa e non menzione, per non aver adeguatamente indicato agli avventori la disponibilità del registro degli allergeni che tuttavia, è stato accertato, era regolarmente esposto nella sala ristorante. A difendere i due imputati gli avvocati Marcello Giani e Stefania Forlani supportati dall’avvocatoAdriana Giani. Significativo l’intervento del Consolato Inglese a Napoli che ha curato l’assistenza e difesa delle parti civili. Il Giudice ha riservato il deposito della motivazione in 90 giorni. Il 27 ottobre del 2015, nel corso di una escursione da Sorrento alla Costiera Amalfitana, un gruppo di 27 turisti inglesi soggiornò per il pranzo a Scala presso il ristorante dell’albergo “La Margherita-Villa Giuseppina” consumò scialatielli contenenti latte cui era allergico il piccolo Wahid Cameron. Prima di sedersi a tavola la madre del piccolo avrebbe comunicato agli addetti di sala che a suo figlio non andava servito formaggio. Quegli scialatielli – l’unica pietanza incriminata nel cui impasto è stata rilevata la presenza di proteine del latte – erano stati conditi soltanto del pomodoro. Il tempo di giungere a Ravello, intorno alle 13, che al punto di salita e discesa dei bus turistici, in via Giovanni Boccaccio, il piccolo aveva cominciato ad avvertire malori fino ad accasciarsi sull’asfalto. Poi la corsa disperata al pronto soccorso di Castiglione, il cuoricino del piccolo che dopo 15 interminabili minuti era tornato miracolosamente a battere e il trasferimento al Santobono di Napoli dove era spirato tre giorni dopo fu dichiarata la morte clinica. Dagli atti processuali è emerso che sua madre, nel pieno della crisi allergica avvenuta nel pomeriggio appena giunti a Ravello, gli praticò un’iniezione di Epipen sulla mano al posto di praticare l’adrenalina. Inizialmente la pubblica accusa contestò l’omicidio colposo a carico del cuoco Luigi Cioffi e della responsabile di sala Ester Di Lascio per non aver adeguatamente informato gli avventori delle pietanze contenenti allergeni in esecuzione del regolamento europeo 1169 del 2014 che prevedeva l’obbligo della informativa anche in lingua Inglese. Tuttavia la normativa europea, per quanto contestata, è risultata correttamente applicata esposta in un Registro degli allergeni ma soltanto in lingua italiana e non anche in inglese. La pubblica accusa, con la sua requisitoria all’esito di una laboriosa istruttoria dibattimentale, sulla base di tutti gli elementi ed i documenti allegati dall’avvocato Giani ha preso atto che nell’albergo ristorante “La Margherita-Villa Giuseppina” di Scala tutto era in ordine e che gli adempimenti amministrativi risultavano essere stati osservati, con la pubblicazione del registro degli allergeni a disposizione dei clienti. È risultato finanche che erano stati osservati in maniera corretta e puntuale gli adempimenti di formazione del personale di cucina. (fonte Il Vescovado)

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