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Salerno, Archivio di Stato all’Asta: mobilitazione di Memoria in Movimento Attualità 

Salerno, Archivio di Stato all’Asta: mobilitazione di Memoria in Movimento

“Il lupo perde il pelo ma non il vizio o se, vogliamo parafrasare Antonio De Curtis il grande Totò, “ogni giunta a dà fa sta creanza”. – scrive in una nota l’associazione Memoria in movimento –

“Apprendiamo dalla stampa che l’Archivio di Stato è stato messo “all’asta” insieme al Palazzo Avossa e al complesso di “Piantanova” e altri beni ancora. Già anni fa più volte dal 2015 come associazione prendemmo pubblicamente posizione contro la scellerata ipotesidi vendita dell’Archivio di Stato e della caserma dei CC di Largo Pioppi ( vedi https://www.memoriainmovimento.org/articolo/archivio-di-stato-comunicato-stampa-del-23032016 e anche qui https://www.memoriainmovimento.org/articolo/larchivio-di-stato-e-un-bene-comune-e-tale-deve-rimanere ). Con il ricorso al Tar che fece allora il Ministero dei Beni Culturali sembrava che il pericolo fosse stato scongiurato. Purtroppo, come temevamo, oggi tornano alla carica. Dobbiamo però aggiungere che la scelta che la Giunta Strianese ha formalizzato, una giunta diversa nella composizione ma dello stesso colore di allora, le scelte dei beni da vendere hanno “un sapore” ancora più amaro.

Dopo la chiusura del Museo Provinciale da diversi anni, mettere in vendita l’Archivio di Stato, il palazzo Avossa e il complesso di Piantanova danno il segno di come chi ci governa intende la cultura, la storia e i beni comuni.

Dell’Archivio di Stato qualcosa si sa perché la mobilitazione di anni fa costrinsero a parlarne. Qui di seguito alcuni sintetici cenni sugli altri beni messi all’asta.

Palazzo Avossa (una superfice di 1330 mq) pochi sanno dove sia e che è situato nel centro della parte più antica e caratteristica della nostra città, via Botteghelle. All’interno della parte orientale delle mura romane del III – IV sec., nel quartiere detto dei “barbuti”, ha ospitato fino a qualche anno fa la Soprintendenza dei beni culturali ed archeologica. Hanno pernottato e si fermavano li come ospiti personaggi storici e illustri quali Carlo III di Borbone, Gioacchino Murat e Giuseppe Garibaldi e nel 1944 fu inoltre una delle sedi del Governo Provvisorio.

Il “complesso di Piantanova” è una struttura edificata nel XIII secolo. Dopo vari interventi privati ancora oggi sono visibili in più parti importanti “pezzi” della struttura originaria. Con vari passaggi una parte di quel complesso divenne proprietà della Provincia. Quindi Strianese con questa operazione venderà un pezzo di storia a privati e si “sbarazzerà” di QUEL POCHISSIMO che era rimasta nelle proprietà pubblica. Oltre a cià farà uno “sfregio” anche alla storia antifascista e del movimento operaio salernitano.

Infatti lì c’era la tipografia Volpe in cui si stampavano i giornali antifascisti e del sindacato che erano costretti a usare un artificio per by passare le censure e le restrizioni che le forze militari alleate imposero.

Dunque il disegno è chiaro. La loro idea su cultura, storia e il tanto “chiacchiericcio” sul turismo e quant’altro è evidente solo per qualche passarelle elettorali dei ministri al ramo. Ci manca però una attenzione e una mobilitazione permanente sui beni comuni.

Cari amici e compagni è il momento di creare davvero una struttura di coordinamento con quanti sono impegnati su questo tema. Non possiamo più cedere terreno, non possiamo più limitarci a “registrare” le loro nefandezze.

Vi invitiamo a concordare con noi un percorso chiaro e determinato per costruire mobilitazioni, lotte e risultati da raggiungere su questo importante terreno . I beni comuni tali devono rimanere. Rincontriamoci, parliamoci e organizziamoci. L’associazione Memoria in Movimento per quel pochissimo che rappresenta è disponibile e farà la sua parte”.

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