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Salernitano a Tokyo ai tempi del coronavirus: “Qui si vive senza panico, c’è più serenità” Attualità 

Salernitano a Tokyo ai tempi del coronavirus: “Qui si vive senza panico, c’è più serenità”

Non ci sono obblighi, non ci sono multe. Si può andare a cena fuori, si può passeggiare, si può scegliere di tenere i negozi aperti. La vita ai tempi del Covid19, in Giappone, funziona così. La racconta un italiano che a Tokio vive da 14 anni. “Certo che c’è la preoccupazione e certo anche che si suggeriscono i distanziamenti, cautela, uso delle mascherine che qui è la normalità. Ma si prova ad essere ‘sereni’, lucidi. Si è concentrati a superare questo momento più che farsi prendere dal panico”, racconta Fabio Alfano.
Tokyo lui che è originario di Giffoni Valle Piana, in provincia di Salerno, è titolare di un hairdessing che in questi giorni ha comunque deciso di chiudere. “Ho deciso lo stop dal 12 al 30 aprile per tutelare i miei clienti, il mio staff anche la mia famiglia – dice – Qui non ci sono elicotteri e droni come ho visto in Italia ma le cose sono comunque cambiate. Ci soni meno persone in strada, qualche negozio chiuso ma è tutto affidato al senso di responsabilità del singolo cittadino. Non so se sia questo o altro ma è come se ci fosse un maggiore senso di serenità rispetto all’Italia. Leggo di panico assoluto in piccoli comuni, qui ci sono milioni di cittadini, facciamo i conti con il Covid da gennaio ma ad oggi panico zero”. “Certo, gli effetti di questa gestione si vedranno tra un po’ – aggiunge – per ora non ci sono picchi di morti né una sanità in ginocchio ma se l’Italia avrà fatto bene a mettere in atto il lockdown e il Giappone no, i prossimi mesi ce lo diranno”. “Qui ciò che è chiaro è che non hanno alcuna intenzione di fermare l’economia – aggiunge – del resto anche quando ci fu il terremoto nel marzo 2011 i giapponesi reagirono così: testa bassa- scrive il Giornale del Cilento-, lavoro e superamento delle criticità”. “Ripeto, solo il tempo ci dirà se il loro atteggiamento è quello giusto – conclude- quello che vorrei mandare in Italia è un messaggio di serenità. Il panico non ci fa essere lucidi. Un pizzico di serenità in più può essere utile”.

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