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Rogo a Sarno, l’ira del sindaco: «Chiedo pene severissime» Primo piano Provincia e Regione 

Rogo a Sarno, l’ira del sindaco: «Chiedo pene severissime»

Il sindaco di Sarno Giuseppe Canfora vuole incontrare i responsabili dell’incendio che ha distrutto il Saretto e, chiede di procedere per disastro ambientale. Sono tutti giovanissimi, alcuni con storie complesse e già seguiti dai servizi sociali, ed il primo cittadino chiarisce subito: «Il disagio va capito, ma qui parliamo di un’azione criminale contro il territorio. Confido nella giustizia».

Mentre si continua con i sopralluoghi per intervenire bonificando alcune aree, sono già stati fissati incontri per valutare gli interventi di messa in sicurezza. L’area, infatti, è ora rischio idrogeologico con possibili colate rapide di fango in caso di forti piogge. Le indagini continuano a ritmo serrato per arrivare a tutti i giovani coinvolti nel rogo.

È sconfortato dalla verità venuta fuori, il sindaco Canfora, ma è determinato a capire la dinamica dell’azione e la motivazione. «Attendiamo fiduciosi ulteriori chiarimenti dalle indagini – sottolinea – Confidiamo nella giustizia alla quale chiediamo pene severissime, esemplari, senza sconti, nella piena consapevolezza del grave crimine commesso. La verità brucia quanto il fuoco che ha distrutto il nostro amato Monte. Vedo davanti due realtà: i giovani piromani da una parte ed i giovani volontari dall’altra. Sembra una lotta tra il bene ed il male, tra barbarie ed umanità, tra superficialità e generoso sacrificio. Questi sono stati giorni convulsi, difficili, complicati da ogni punto di vista. Oggi si sta ricostruendo un mosaico di pezzi di verità che lascia sgomenti per i danni, le modalità, il coinvolgimento di giovani della nostra città, le confessioni rilasciate. Non parlerò di una generazione nel grande rispetto dei tanti figli di Sarno che sono il nostro orgoglio ed il nostro futuro; ragazzi impegnati per la comunità e che si prodigano per le fasce più deboli. Chi ha distrutto la nostra terra “per uno scherzo”, così come avrebbero motivato tutto, merita di essere identificato, giudicato e condannato nella sua singola responsabilità e non generalizzando». (fonte: ilmattino.it)

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