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Ricostruzione di carriera e gradone stipendiale, Anief vince a Salerno anche in appello, condanna per l’amministrazione a 10mila euro Attualità Italia e Mondo 

Ricostruzione di carriera e gradone stipendiale, Anief vince a Salerno anche in appello, condanna per l’amministrazione a 10mila euro

La Corte di appello di Salerno con 4 sentenze, ottenute dagli avvocati Elda Izzo, Fabio Ganci e Walter Miceli, rigetta tutti gli appelli del Ministero e riconosce integralmente ai ricorrenti (docenti e Ata) il diritto alla ricostruzione di carriera e al gradone stipendiale.

Le sentenze riconoscono:   l’anzianità di servizio maturata con i contratti a termine; il conseguente inquadramento nella fascia stipendiale maturata; il pagamento delle differenze retributive tra il trattamento percepito negli anni e quello che sarebbe invece spettato in relazione all’anzianità maturata; il pagamento delle differenze retributive dovute in virtù dell’accertamento del diritto a percepire il valore retributivo della fascia stipendiale “3-8 anni” oltre interessi o rivalutazione monetaria.

Il Giudice condanna l’Amministrazione al pagamento delle spese processuali di circa 10mila euro. Anief ancora una volta riesce a far riconoscere in tribunale quei diritti che l’amministrazione continua a non riconoscere. Secondo il combinato disposto di cui alla legge 576/70 e dell’art.81 del DPR 417/74, dopo l’assunzione a tempo indeterminato, il servizio pre-ruolo è riconosciuto per i primi 4 anni per intero, mentre per la restante parte è riconosciuto nella misura di due terzi agli effetti giuridici e di un terzo ai soli fini economici.

A titolo di esempio chi ha quattro anni di pre-ruolo non perde nulla, ma chi ne ha 10 perde 2 anni. Addirittura chi ha 25 di preruolo ne perde ben 7. “A queste condizioni il danno di progressione di carriera e di retribuzione per i lavoratori è enorme – commenta Stefano Cavallini, Presidente Regionale Anief Campania e Segretario Generale – continueremo come Anief Campania a sostenere nelle aule di tribunale il riconoscimento per intero degli anni di preruolo e il riconoscimento degli avanzamenti di carriera anche per i docenti precari. Dove la politica non mette una soluzione equa e giusta, arrivano le sentenze a mettere ordine”.

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