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RICORDATE ANIELLO TORRETTA? SCOPERTO IN FONDO AL DEPOSITO DI UN RIGATTIERE IL SUO DIPINTO PIU’ COMMOVENTE Attualità Turismo ed Eventi 

RICORDATE ANIELLO TORRETTA? SCOPERTO IN FONDO AL DEPOSITO DI UN RIGATTIERE IL SUO DIPINTO PIU’ COMMOVENTE

 Sono quasi quindici anni che per le strade di Salerno non si vede più girare la sua grossa sagoma infagottata che corre sul motorino in senso vietato. Parliamo di Aniello Torretta, il pittore stravagante conosciuto con l’appellativo di “Aniello Controsenso”. Pochi sono i salernitani che non lo hanno almeno una volta incrociato in citta’ ,sul suo vecchio ciclomotore e con una tela sotto il braccio mentre procedeva in senso contrario. Ma tutti lo abbiamo sempre evitato senza imprecare e nonostante la pericolosità ‘della sua andatura, non mi sembra siano mai accaduti incidenti. “Pazzi e piccirilli Dio li aiuta” recita un antico proverbio, ma quelli che hanno conosciuto Aniello hanno sempre accettate le sue stranezze, senza offenderlo ne’ evidenziare la sua indigenza. Era un uomo buono che amava dipingere la sua “vita” , evidenziando anche nell’arte la rabbia nei confronti di un destino ostile. Si sosteneva vendendo le sue opere realizzate frettolosamente con i colori acrilici, che asciugano subito e gli consentivano di  correre a “piazzare” le sue tele per comprarsi da mangiare. La sua dignità era commovente ; nessuno lo ha mai visto mendicare, ne’implorare elemosine per comprarsi un panino. Dipingeva di tutto : paesaggi, nature morte, figure per lo piu’ femminili e la sua pittura materica presenta colori forti e contorni decisi. La tecnica è dell’autodidatta, vagamente picassiana, mostra una genialità , pure ribelle e diseducata ma comunque capace di emozionare e commuovere. E’ il caso di questo dipinto scoperto qualche settimana fa ,dimenticato sul fondo del deposito di un rigattiere : “Quanto vuoi di quel quadro ?”- ho chiesto al mercante, incredulo per il mio interesse verso quella tela polverosa, senza cornice ed appoggiata al muro tra vecchie cose di poco valore. “Quaranta euro” e’ stata la sua richiesta che concedeva anche spazio alla rituale trattativa. Invece non ho esitato a pagare e portare via il quadro ; ho visto altri dipinti firmati in nero ,semplicemente “Torretta”, ma nessuno di questa intensità espressiva . Si tratta di una tela verticale di 50x70cm che presenta al centro la inconfondibile fisionomia dell’autore, circondato da figure femminili con seni grandi. Esse contornano il suo volto, lo carezzano, lo proteggono e rappresentano quello che gli è mancato nella vita : l’affetto di una donna. Aniello ha sofferto molto fenomeni come l’isolamento sociale, dovuto al suo rifiuto del conformismo che dichiarava quotidianamente vivendo nella sua personale anarchia. .Questo dipinto ha scarso valore commerciale, ma io non lo cederei neanche in cambio di un’ opera dell’osannato Clemente Tafuri. Ciò che esso rappresenta è  il pianto di una vita sofferta ,colma di privazioni e quella figura giovanile senza occhi, sotto il suo volto, sembra voler raffigurare un figlio molto desiderato, mai nato, Terrò questa opera per me; conservavo una preziosa cornice in attesa di collocarci un dipinto importante, la misura è giusta ed ho deciso di metterci proprio questa tela. E’ un piccolo omaggio al ricordo di quel ragazzotto trasandato che girava per la nostra città con una tela sotto il braccio sul suo motorino, controsenso.
Camillo Lambiase

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