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Resto al Sud: dall’8 dicembre il via all’invio delle domande sulla piattaforma on line di Invitalia per accedere alle agevolazioni per gli under 46 ed i liberi professionisti Economia 

Resto al Sud: dall’8 dicembre il via all’invio delle domande sulla piattaforma on line di Invitalia per accedere alle agevolazioni per gli under 46 ed i liberi professionisti

Resto al Sud è l’incentivo che sostiene la nascita di nuove attività imprenditoriali nelle regioni del Mezzogiorno ed ora anche negli oltre cento comuni del Cratere sismico di Umbria, Lazio e Marche. Dal mese di ottobre 2019 gli incentivi sono stati estesi anche alle zone dell’Italia Centrale colpite dai terremoti del 2016 e 2017.

Pochi giorni fa il 23 novembre 2019 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, Serie Generale 275, il decreto ministeriale n.134 del 05/08/2019 che ha modificato il regolamento attuativo della misura “Resto al Sud”, ampliando la platea dei beneficiari ai giovani con meno di 46 anni e ai professionisti e che di fatto rende operativa la presentazione delle domande a partire dal giorno 8 dicembre 2019. Gli aspiranti imprenditori potranno richiedere gli incentivi per avviare una attività con finanziamenti che possono arrivare fino ad un massimo di 50.000,00 euro nel caso di ditta individuale.

Nel caso in cui la domanda sia presentata da più soggetti costituiti o che intendano costituirsi in forma societaria, l’importo erogabile è pari a 50.000,00 euro per ciascun socio fino ad un ammontare massimo di 200.000,00. Le richieste di agevolazioni potranno essere presentate da soggetti di età compresa tra 18 e 45 anni e da soggetti che svolgono attività libero-professionale ossia che sono iscritti in ordini o collegi professionali nonché gli esercenti professioni non organizzate in ordini o collegi. In un primo momento, l’agevolazione “Resto al Sud” era riservata all’avvio di attività d’impresa e fino a un limite massimo di età di 35 anni.

A seguito delle novità potranno presentare domanda di ammissione alle agevolazioni i soggetti di età compresa tra 18 e i 45 anni, purché siano costituiti al momento della presentazione della domanda (o comunque successivamente al 21 giugno 2017), o si costituiscano successivamente in impresa individuale o società anche cooperative, e le società tra professionisti.

Potranno chiedere di essere ammessi alle agevolazioni i soggetti che, al momento della presentazione della domanda, siano residenti nelle regioni (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia e negli oltre cento comuni del Cratere sismico di Umbria, Lazio e Marche) oppure che scelgano di trasferirvi la propria residenza dopo aver presentato la domanda, entro massimo 60 giorni dall’eventuale esito positivo della valutazione (120 giorni se risiedi all’estero).

I beneficiari delle agevolazioni dovranno mantenere la residenza nelle suddette regioni per tutta la durata del finanziamento. I richiedenti, inoltre, non dovranno essere già titolari di attività di impresa in esercizio alla data del 21 giugno 2017, né potranno essere stati beneficiari, nell’ultimo triennio, a decorrere dalla data di presentazione della domanda, di ulteriori misure a livello nazionale a favore dell’autoimprenditorialità.

Per quanto riguarda i liberi professionisti, ovvero gli iscritti in ordini o collegi professionali oppure esercenti professioni non organizzate in ordini o collegi, non dovranno essere titolari di partita IVA per l’esercizio di una attività analoga a quella proposta nei 12 mesi precedenti la presentazione della domanda di agevolazione. In particolare, non potranno presentare istanza i soggetti che risultano essere titolari, nei dodici mesi precedenti la presentazione della domanda, di partita IVA associata ad un codice ATECO identico, fino alla terza cifra di classificazione delle attività economiche, a quello corrispondente all’attività oggetto domanda di ammissione alle
agevolazioni. Sono escluse dal finanziamento le attività agricole e il commercio, mentre invece è consentito avviare iniziative imprenditoriali per:

-produzione di beni nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura;
-fornitura di servizi alle imprese e alle persone;
-turismo.

Il finanziamento consiste in un contributo a fondo perduto pari al 35% dell’investimento complessivo e in un finanziamento bancario pari al 65% dell’investimento complessivo e copre il 100% delle spese ammissibili ed è garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI. Gli interessi del finanziamento sono interamente coperti da un contributo in conto interessi.

Resto al Sud è un incentivo a sportello pertanto le domande sono esaminate in base all’ordine cronologico di arrivo.

Dott. Luigi Specchio
commercialista

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