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Recovery plan, via libera dal Cdm. Decreto proroghe: smart working nella Pa, niente obbligo per il 50% dei dipendenti Attualità Italia e Mondo Primo piano 

Recovery plan, via libera dal Cdm. Decreto proroghe: smart working nella Pa, niente obbligo per il 50% dei dipendenti

Il Consiglio dei ministri ha deciso di aggiornarsi al pomeriggio per l’approvazione del Piano Nazionale di ripresa e resilienza definitivo da 248 miliardi che deve ricevere il via libera prima della trasmissione alla Commissione europea. Serve ancora un confronto tra Governo e Regioni sul decreto legge che contiene il fondo complementare nazionale da 30 miliardi allegato al Recovery plan: passaggio che sarebbe stato richiesto in Cdm dalla ministra per gli Affari regionali Gelmini, senza polemiche politiche.

Via libera, invece, al decreto legge con le proroghe di alcune misure come lo smart working semplificato, la validità dei documenti d’identità e i bilanci degli enti locali (31 maggio). Compreso anche più tempo per esercitare il golden power nei settori di rilevanza strategica (fino al 31 dicembre) mentre slitta al 30 giugno il termine per la redazione dei bilanci delle Camere di commercio.

Secondo la bozza circolata prima dell’inizio del Cdm, il decreto sulle proroghe si compone di undici articoli, a cominciare dallo smart working nella Pa. Sul punto, salta l’obbligo di far lavorare in smart working un dipendente pubblico su due, né durante l’emergenza né con l’adozione dei Pola, i piani organizzativi per il lavoro agile. Secondo la bozza lo smart working potrà proseguire in deroga fino alla definizione delle nuove regole con il contratto nazionale (fonti di governo riferiscono che si dovrà normare entro la fine di settembre) e comunque non oltre la fine dell’anno. Ma non ci sarà il vincolo del 50%. Salta anche il limite del 60% indicato nei Pola, mentre scende dal 30% al 15% la soglia minima in caso di mancata adozione dei Piani organizzativi.

Con il decreto, conferma il ministro della Pa, Renato Brunetta, “si norma alla normalità. Fino alla definizione della disciplina del lavoro agile nei contratti collettivi del pubblico impiego, e comunque non oltre il 31 dicembre 2021, le amministrazioni pubbliche potranno continuare a ricorrere alle modalità semplificate relative al lavoro agile, ma sono liberate da ogni rigidità”, dettaglia. Fino a dicembre, quindi, “le amministrazioni potranno ricorrere allo smart working a condizione che assicurino la regolarità, la continuità e l’efficienza dei servizi rivolti a cittadini e imprese”. “A regime, dall’inizio del 2022 – prosegue il ministro – la norma conferma l’obbligo per le amministrazioni di adottare i Pola (Piani organizzativi del lavoro agile) entro il 31 gennaio di ogni anno, riducendo però dal 60% al 15%, per le attività che possono essere svolte in modalità agile, la quota minima dei dipendenti che potrà avvalersi dello smart working”.

Tra gli altri provvedimenti, si interviene sulle patenti di guida: per le domande per la patente presentate nel 2020, la prova di teoria potrà essere svolta entro il 31 dicembre 2021 mentre per quelle presentate dal primo gennaio 2021 e fino alla data di cessazione dello stato di emergenza, ovvero il 31 luglio, tale prova non sarà richiesta.

Arriva invece la proroga dei termini di validità dei documenti di riconoscimento e d’identita. La bozza del decreto legge proroghe prevede che il termine attualmente fissato al 30 aprile, già frutto di una norma che prorogava la validità di tutti i documenti, sia posticipato di altri 5 mesi al 30 settembre.

Tra gli ambiti interessati dalle proroghe, le imprese ferroviarie avranno tempo fino al 15 maggio per la rendicontazione necessaria per ottenere i benefici a compensazione delle perdite subite a causa dell’emergenza da Covid e il ministero delle Infrastrutture avrà tempo fino al 15 giugno 2021 per emanare il decreto ministeriale con il riparto delle risorse. Per le navi da crociera iscritte nel Registro Internazionale, in deroga alle norme vigenti, potranno effettuare servizi di cabotaggio, fino al 31 dicembre 2021, previo accordo da stipularsi tra le associazioni datoriali e sindacali firmatarie del contratto collettivo nazionale di lavoro per il settore privato dell’industria armatoriale. Infine alla voce delle carceri Le misure urgenti anti-Covid per le carceri sono prorogate fino al 31 luglio, termine attuale della fine dello stato di emergenza.

Dalla bozza restano in sospeso alcuni temi come il nuovo stop alle cartelle esattoriali congelate fino a domani  dalle misure emergenziali. Il governo sta valutando l’ulteriore rinvio alla fine di luglio, con il termine dello stato di emergenza, ma gli spazi finanziari sono ridotti. La precedente proroga fiscale è già costata alle casse dello Stato 500 milioni di euro e un nuovo intervento potrebbe richiedere anche di più. La misura potrebbe alla fine essere inserita nel decreto Sostegni bis che dovrebbe essere varato la prossima settimana. Ancora da sciogliere anche il nodo della proroga delle concessioni balneari, che non compare nel testo entrato in bozza alla riunione dell’esecutivo. (Ansa)

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