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Rapina in farmacia a Scafati, il rapper resta ai domiciliari. Pronto un percorso alternativo alla custodia cautelare Provincia e Regione 

Rapina in farmacia a Scafati, il rapper resta ai domiciliari. Pronto un percorso alternativo alla custodia cautelare

Nessun aggravamento della misura ma neppure la revoca degli arresti: resta ai domiciliari il 23enne rapper di Scafati Giovanni Jhonny Cirillo, finito in manette dopo aver rapinato la settimana scorsa farmacia Angiolillo in via Martiri d’Ungheria. Assistito dall’avvocato Roberto Acanfora, ha continuato ad ammettere di essere stato l’autore del colpo e al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Nocera Inferiore Giovanni Pipola, ha spiegato i motivi che l’hanno spinto a mettere a segno la rapina. Ha parlato di problematiche che si porta dietro da anni e dalle quali non riesce proprio a uscire. Intanto il difensore ha pronto una richiesta di percorso alternativo alla misura detentiva, come una struttura per recupero di persone in difficoltà. Istanza che inoltrerà a breve allo stesso magistrato. Jhonny il rapper, 23 enne di origini somale, nasce in Italia. La madre, una ragazza con problemi di tossicodipendenza, lo abbandona in ospedale, ma a soli 40 giorni viene adottato da una coppia scafatese. Soffrendo di personalità instabile, inizia a perdersi per strada tra droga e rapine. Aveva provato a risollevarsi con la musica, girando Serpe” a Rimini con l’agenzia “Trasmetto.it” ma mercoledì scorso è ricaduto nella trappola della strada sbagliata. Era intorno a mezzogiorno diell’8 gennaio scorso, tuta e calza in nylon in testa, il giovane aveva atteso il momento propizio per fare irruzione all’interno della farmacia Angiolillo di via Martiri d’Ungheria a Scafati. Al banco c’era la titolare che stava spicciando un cliente, lui dalla strada è entrato dentro si è diretto verso la cassa. Pistola in pugno. «Dammi i soldi o sparo». La vittima, impaurita come il cliente, non ha potuto fare altro che consegnare l’incasso della mattinata. Settecento euro, somma che sarebbe stata trovata nelle disponibilità del giovane quando è stato pizzicato dai militari dell’Arma. La scena perà era stata ripresa dalla videosorveglianza. Infatti, la scena non era passata inosservata alle telecamere posizionate all’interno dell’esercizio commerciale e a quelle esterne appartenenti ad altre attività. Erano state filmate tutte le scene: dal momento della preparazione fino alla rapina. Ingrandendo le immagini, avevano subito notato il particolare: il volto nascosto sotto la calza non era di carnagione chiara ma di un ragazzo di colore. I filmati esterni- scrive Metropolis oggi in edicola- l’avevano poi ripreso mentre scappava verso casa. Qui i carabinieri, dopo averlo trovato su corso Nazionale con ancora 700 euro addosso davanti una sala giochi, hanno rinvenuto gli indumenti serviti per il colpo: pantalone della tuta, giubbotto, calza in nylon e una pistola giocattolo. In un’ora il caso era stato risolto.

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