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Presunto giro di mazzette al Ruggi, il professore giapponese non si trova Cronaca Primo piano 

Presunto giro di mazzette al Ruggi, il professore giapponese non si trova

Un difetto di notifica legato all’impossibilità di recapitare al neurochirurgo giapponese Takanori Fukushima (nella foto insieme a Papa Bergoglio)  l’avviso di fissazione dell’udienza preliminare. Per questo motivo il gup del tribunale di Salerno ha rinviato l’udienza sul giro di mazzette al reparto di Neurochirurgia del Ruggi alla fine del prossimo mese di gennaio. Tutto resta ferma. Almeno per il momento. Anche se, proprio di recente, la Corte dei Conti aveva condannato il solo (ex) primario Luciano Brigante al pagamento di 35mila euro per «aver asservito in parte le proprie funzioni pubbliche a finalità personali, incompatibili con il servizio pubblico e col principio di legalità adesso sotteso», assolvendo tutti gli altri indagati dell’inchiesta, ovvero Anna Rita Iannicelli  e il radiologo Gaetano Saponiero  in quanto «non risultano avere alcun modo influenzato partecipato alle indebite di chiese di denaro formulate dal solo Brigante». Stralciata la posizione del neurochirurgo pisano Gaetano Liberti che verrà discussa a Pisa. L’inchiesta  prende il via nel 2015 dalla denuncia di un paziente. Secondo l’accusa gli indagati forzavano le liste d’attesa e le richieste presentate al centro unico di prenotazione dell’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona per «favorire» quanti accettavano di pagare la mazzetta per l’intervento di Neurochirurgia. Insomma, alcuni pazienti sarebbero stati «scavalcati» sulla base dell’accordo tra il guru Takanori Fukushima e il primario Luciano Brigante. Coinvolti nell’inchiesta anche il braccio destro di Fukushima, nonchè direttore della clinica del pisano di proprietà del luminare giapponese, una infermiera del reparto e un radiologo del Ruggi. Dalla clinica di Fukyushima venivano inviati a Salerno quei pazienti che erano disposti a pagare per l’intervento ma non avevano grandi disponibilità economiche.

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