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Pagani. Fratelli d’Italia, lascia anche Raffaelina Stoia Politica Provincia e Regione 

Pagani. Fratelli d’Italia, lascia anche Raffaelina Stoia

Rischia di diventare un vero e proprio terremoto quello che si sta abbattendo in casa Fratelli d’Italia.
All’indomani delle dimissioni del coordinatore cittadino Francesco Ianniello, a lasciare il partito di Giorgia Meloni è, stavolta, anche Raffaelina Stoia.

Ex candidata alle scorse elezioni con la casacca di Fratelli d’Italia, la Stoia ha rassegnato le sue dimissioni nel corso della giornata di oggi, ufficializzando una scelta che già era nell’aria (secondo i bene informati) da tempo.

“La mia vita politica ed istituzionale – si legge nella lunga lettera scritta dalla Stoia – è stata sempre e solo caratterizzata dall’appartenenza, convinta e decisa, al centrodestra ed in particolar modo al MSI ed alle sue trasformazioni successive fino a seguire, nella scelta dopo il dissolvimento del Polo delle libertà, Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia.

A Maggio 2019, allorchè fui indicata come candidata Sindaco di FDI, ho fatto un passo indietro, senza indugio alcuno, pur di favorire l’unione delle forze di centrodestra locali a sostegno della candidatura unica e (all’apparenza coesa), e pur di liberare la città di Pagani dal governo precedente contro cui avevo sviluppato un’opposizione politica ed amministrativa senza tentennamenti nonostante gli attacchi che quotidianamente ero costretta a subire nel silenzio assordante anche del partito che rappresentavo a livello locale.

Mi sono candidata in FDI, a Maggio 2019, contribuendo con lealtà – entusiasmo e con 320 voti al successo del candidato sindaco, di FDI e dell’intera coalizione, che poi ha assunto il governo della città, ignara, come ero, di “decadenze” note a pochi.

Risultata prima dei non eletti di FDI, mortificata da comportamenti del Sindaco eletto e di locali esponenti autorevoli del mio partito ancora oggi incomprensibili, ho assistito – in silenzio e con la dignità politica ed umana che ha sempre caratterizzato la mia persona – allo sfascio di una coalizione e di un governo cui non è stato estraneo FDI ed i suoi esponenti eletti che, pur di “tenermi fuori da ogni ruolo istituzionale”, hanno indicato assessori estranei alla realtà territoriale e che nessun contributo avevano fornito alla vittoria elettorale.

Pensavo, di fronte a tanto e di fronte all’assoluta assenza del partito locale completamente prostratosi ai voleri ed alle decisioni dei tre consiglieri eletti, che fosse stato toccato il fondo e che quindi, accantonata un’indegna esperienza di governo nata male e finita peggio, ci fosse stato uno scatto di orgoglio del partito, e dei suoi vertici locali e provinciali, per far si chè il Partito si riappropriasse del proprio ruolo politico e decisionale e inducesse un’approfondita riflessione sugli errori commessi, su cosa e perché era realmente accaduto e, soprattutto, sulla collocazione alle imminenti elezioni amministrative anticipate e sul candidato Sindaco che FDI poteva esprimere e mettere a disposizione delle successive valutazioni di coalizione.

Mi sbagliavo, tant’è che ho dovuto leggere dai media comunicati annuncianti “candidature a Sindaco AUTOPROCLAMATE” e, poi e ancor più gravemente, a conferenze stampa del Partito che aderivano a tali autoproclamazioni senza aver avuto nemmeno il coraggio di discutere in forma collegiale.

La misura è colma, l’arroganza dei soliti ha raggiunto limiti insuperabili, lo sfascio dei principi e dei valori di FDI (a livello locale) è sotto gli occhi di tutti e non lasciano più spazio di agibilità democratica a chi, come me, si è formata nel MSI di Almirante e che ha sempre rispettato e difeso “il Partito” anche quando decisioni assunte erano incomprensibili e sbagliate, come poi si è dimostrato.

Se il Partito di FDI a Pagani, come è ormai chiaro ed evidente, è costituito da uno sparuto gruppo di singoli uomini e di singole donne che pensano di decidere “a nome di tutti”, se OGGI coalizioni di rigido centrodestra possono essere tranquillamente superate da un “insieme di liste” i cui rappresentanti non hanno contorni e collocazioni politiche definite, se ci si può autoproclamare “candidato Sindaco” e poi ottenere, sulla scorta di non si sa che cosa, l’appoggio ed il riconoscimento di un Partito, allora vuol dire che “tutto è saltato” e che ognuno può liberamente non accettare “imposizioni” e, quindi, decidere di porre fine, con dolore e dispiacere, a militanze svolte nel più rigoroso rispetto del “Partito”.

Tanto faccio IO dichiarando, CON DOLORE E SOFFERENZA,che “SONO FUORI DA FDI” e che insieme ai tanti miei sostenitori, che mai mi hanno fatto mancare il loro sostegno umano prima ed elettorale poi, deciderò se ed in che modo continuare a fornire il mio contributo di idee ed elettorale al fianco o a favore di chi meglio, a giudizio mio e dei miei sostenitori, può rappresentare quella lealtà e quel coraggio oggi, più di ieri, indispensabili per risollevare le sorti di una città completamente prostrata e che non merita lo stato di degrado in cui è stata condotta”.

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