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Omicidio Barbarulo, parla Mariniello: “Così uccidemmo l’avvocato” Cronaca Primo piano Provincia e Regione 

Omicidio Barbarulo, parla Mariniello: “Così uccidemmo l’avvocato”



«Sono quarant’anni che chiedo di essere interrogato, ma nessuno mai lo ha fatto»: così Macario Mariniello ieri in aula davanti alla Corte d’Assise di Salerno ha preso la parola, per fare delle dichiarazioni spontanee sulla dinamica dell’omicidio Barbarulo, l’avvocato ucciso da un commando nel 1980 mentre era nel suo studio. Ha insistito per farlo, nonostante il pm avesse chiesto di differire il tutto alla prossima udienza. Mariniello ha raccontato: «Ero in auto con Mario Prisco e Franchino Sorrentino (entrambi deceduti, ndr )- ha spiegato Mariniello davanti alla Corte – Stavamo passando per Nocera, per caso, quando ho visto il portone dell’avvocato aperto. Sono entrato, e c’era mia sorella in stato ipnotico, seminuda. L’avvocato si stava masturbando. È venuto contro di me per scusarsi, gli ho dato uno schiaffo. Nel frattempo che ho rivestito mia sorella, l’ho accompagnata fuori, ho visto l’avvocato a terra perché Sorrentino lo ha sparato».

 

fonte La Città

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