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Muore la roccia Tarcisio Burgnich, eroe di Messico 70 ed ex tecnico anche della Salernitana Attualità Calcio 

Muore la roccia Tarcisio Burgnich, eroe di Messico 70 ed ex tecnico anche della Salernitana

Il calcio italiano perde uno dei suoi miti. All’età di 82 anni è infatti morto Tarcisio Burgnich, uno dei difensori più forti della storia del pallone nostrano, bandiera dell’Inter e punto fermo per 11 anni della Nazionale, ma anche giocatore della Juventus. Da allenatore nel 1991/1992 è stato allenatore della Salernitana.

Burgnich è spirato all’ospedale San Camillo di Forte di Marmi, dove era ricoverato da qualche giorno dopo aver accusato un malore.

La “Roccia”, storico soprannome che lo ha accompagnato in tutta la carriera, ha vinto con l’Italia l’Europeo 1968 arrivando alla finale del Mondiale due anni più tardi. Con l’Inter cinque scudetti e due Coppe dei Campioni in 12 stagioni, dopo un tricolore vinto a inizio carriera con la Juventus.

In chiusura un triennio al Napoli prima di un lungo percorso da allenatore, concluso nel 2001, soprattutto in Serie B, ma anche in A sulle panchine di Catanzaro, Bologna, Como e Cremonese.

Per un amaro scherzo del destino, Burgnich è morto nel giorno del 50° anniversario della scomparsa dell’amico e compagno Armando Picchi, proprio colui che coniò il soprannome ‘Roccia’.

Burgnich è stato un difensore completo, implacabile in marcatura grazie ad un fisico massiccio, da qui lo storico soprannome, ma anche veloce e duttile, in grado di agire in mezzo al reparto, ma anche da libero e da terzino.

Cresciuto nel settore giovanile dell’Udinese, passò giovanissimo alla Juventus, vincendo lo scudetto nel 1961. Poi la svolta con il trasferimento all’Inter dove divenne una colonna del lungo e vincente ciclo con Helenio Herrera, alzando anche due Coppe Intercontinentali.

A legare il suo nome alla storia del calcio italiano è stata però soprattutto la lunghissima militanza in Nazionale dove vinse l’Europeo del 1968 arrivando poi alla finale del Mondiale in Messico due anni più tardi.

Burgnich fu un protagonista assoluto di quel Mondiale, con il gol del 2-2 nella storica semifinale contro la Germania vinta per 4-3 dopo i supplementari: fu, quello, uno dei suoi pochi gol in carriera, appena 11, due dei quali con la maglia azzurra.

Poi, l’altrettanto storico duello con Pelé nella finale vinta 4-1 dal Brasile. Celebre la foto che lo vede cercare di contrastare il fuoriclasse verdeoro nel contrasto aereo da cui nacque l’1-0 per i verdeoro.

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