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Morte in clinica a Vallo, scompaiono i reperti Provincia e Regione 

Morte in clinica a Vallo, scompaiono i reperti

Scompaiono i “vetrini”, disperse le prove istologiche che sarebbero passate addirittura per le mani di uno degli imputati. È quanto accaduto nel procedimento penale contro Luigi Cobellis, titolare dell’omonima clinica, lo specialista Luigi Angrisani di Napoli, e i medici Giovanni Novi di Ascea e Rocco Cimino di Teggiano, accusati, a vario titolo, di concorso in omicidio colposo per la morte di Michele Alfano, 40enne di Capaccio, che nel mese di novembre del 2016 si sottopose nella struttura sanitaria di Pattano ad un intervento di “Sleeve Gastrectomy”: un intervento chirurgico per il trattamento dell’obesità in grado ridurre il volume dello stomaco. Il fatto gravissimo – come denunciato dagli avvocati Pierluigi Spadafora e Lucia Miranda che assistono i familiari di Alfano – è emerso durante le operazioni peritali-scrive la Città – avvenute in modalità on line sulla piattaforma Teams, quando il medico legale Carmela Giordano ha dato lettura della mail dell’avvocato di Cobellis che, costernato per l’accaduto, ha comunicato che i “vetrini”, ovvero i reperti istologici dell’autopsia sul cadavere di Alfano, non si trovano.

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