Morì dopo l’intervento ma per il gip c’è responsabilità medica
Il gip Luigi Levita ha archiviato il caso perchè non c’è nessuna responsabilità per il decesso di Romina Tieso, la giovane mamma di 37 anni deceduta l’8 settembre 2013 all’ospedale Umberto I, di Nocera Inferiore. Decisione giunta dopo una proroga di indagini decisa dopo la prima, per effettuare nuovi approfondimenti. L’archiviazione porta in automatico ad escludere responsabilità nei confronti dell’unico medico attenzionato in fase d’indagine. Romina era arrivata quel giorno in ospedale alle 11.30, con perdite di sangue dalla bocca. Si era sentita male mentre faceva la doccia. Un primo esame evidenziò una riduzione del numero di piastrine. Nella memoria dell’avvocato che assisteva i familiari, Flavio Del Forno, si parlava di «ritardi» legati alla somministrazione delle cure. Ovvero, da quando fu stabilita la diagnosi fino alla conseguente trasfusione. Tra questi due passaggi, sarebbero trascorse delle ore. La circostanza fu riconosciuta anche dalla procura. Eppure, concluse la perizia del pm: «la gravità del quadro clinico era tale da portare comunque a morte la paziente». La morte avvenne per una porpora trombotica trombocitopenica. Per la procura, questo aveva escluso ogni responsabilità medica. La vicenda destò grande scalpore in città.
Fonte: IlMattino





