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La prima pillola anticovid potrebbe arrivare in Italia a novembre. Speranza per la lotta al virus Attualità 

La prima pillola anticovid potrebbe arrivare in Italia a novembre. Speranza per la lotta al virus

 La “pillola Merck” potrebbe essere il primo antivirale da prendere per bocca contro il Covid-19. A breve la Merck (MSD) chiederà agli Stati Uniti l’autorizzazione a procedere “il prima possibile”. Ma intanto la produzione è già stata avviata, anche alla luce dei risultati degli studi fatti. Al momento non sono state notate particolari controindicazioni. Anzi, la pillola ha dimostrato una efficacia importante contro le varianti virali Gamma, Delta e Mu. La pillola, fanno sapere gli studiosi, va presa per cinque giorni, quattro compresse al giorno rimanendo in casa propria, senza dunque bisogno di ospedalizzazione o somministrazione sotto la vigile sorveglianza medica.Gianni Rezza, direttore della Prevenzione del Ministero della Salute, parla di “risultati promettenti da valutare con attenzione. Abbiamo già disponibili vaccini e anticorpi monoclonali, ma mancano ancora antivirali. Non è facile mettere a punto un antivirale per un virus che, diversamente da altri, si replica velocemente e da malattia estremamente acuta” ma averlo “permetterebbe di disporre di un portafoglio di strumenti che ci rendano in grado di combattere” un virus che “si sta endemizzando. La pillola antivirale prodotta da Merck, “potrebbe davvero rappresentare un punto di svolta nella lotta al Covid” e “se somministrato nella prima fase della malattia potrebbe ridurre l’ospedalizzazione”, afferma Giovanni Maga, direttore dell’Istituto di genetica molecolare del Cnr di Pavia, all’agenzia Agi. “È un’antivirale in senso stretto, diversamente da altri tre farmaci appena approvati da Aifa che regolano la risposta anti-infiammatoria”, spiega Maga, secondo cui “al momento il profilo di sicurezza è molto buono”.

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