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La discarica segreta del clan dei Casalesi. Nell’Agro, spazzatura a sei metri di profondità Primo piano Provincia e Regione 

La discarica segreta del clan dei Casalesi. Nell’Agro, spazzatura a sei metri di profondità

Da qui al 2064 il disastro ambientale sarà inevitabile in tantissimi comuni di Salerno e non solo (anche in altre regioni di Italia). I Casalesi hanno sversato rifiuti di ogni genere che arrivano dal Nord, anche nel Vallo di Diano e nell’Agro. La camorra controlla il territorio grazie all’edilizia abusiva; conosce cave e possiede terreni. E il passaggio è stato: primo guadagno con lo scavo abusivo in terreni pianeggianti; secondo guadagno con il riempimento di rifiuti; terzo guadagno con la costruzione di case sulle fosse piene di rifiuti. Il tutto è avvenuto pagando mazzette a politici e imprenditori. Il ciclo durerà finché ci saranno le discariche. Anzi il paradosso è che sono proprio le discariche ad alimentare la presenza dei clan e dei loro illeciti guadagni sul traffico di rifiuti.

La trama camorra-politica è fitta. Nicola Cosentino, l’ex sottosegretario di Forza Italia finito in carcere, parlava di un cimitero segreto delle scorie industriali “è nelle campagne dell’Agro nocerino-sarnese, nelle buche scavate lungo il tracciato di un metanodotto”. Quel metanodotto attraversa le viscere della «montagna spaccata», così gli abitanti del nocerino chiamano il Passo dell’Orco, sito di interesse storico, sembra che ci passò Annibale con i suoi elefanti, sottoposto a vincolo paesaggistico, nonché di rispetto ferroviario per la galleria borbonica che lo attraversa. Siamo a Codola, al confine tra Castel San Giorgio e Nocera Inferiore.

Nel marzo scorso il comandante della polizia municipale di Castel San Giorgio, Marco Inverso, sequestrò un’area di oltre ventimila metri quadrati perché i tecnici della Snam, che stanno effettuando una variante al metanodotto Castellammare–Torre Annunziata, trovarono rifiuti speciali interrati e nascosti da «uno strato superficiale di terreno vegetale in coltivazione». I proprietari del suolo, due agricoltori, furono denunciati e l’area sequestrata messa a disposizione della procura di Nocera Inferiore.

Il metanodotto è ritenuta opera strategica. Ed è così che la striscia di montagna lungo la quale far deviare i tubi del gas è stata parzialmente dissequestrata. Ma i lavori, attualmente in corso, hanno riservato amare sorprese. I rifiuti sono molto più al di sotto della strato superficiale. Il carotaggio effettuato giovedì scorso ha dimostrato che la spazzatura è molto più al di sotto, oltre i sei metri di profondità. È la traccia che per decenni Passo dell’Orco è stato il cimitero dei veleni.

 

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