Inchiesta sui concorsi al Comune di Nocera Inferiore, Rosanova (Flaica Cub Salerno) incalza il sindaco: «Nessun passo indietro sulla trasparenza»
L’organizzazione sindacale sottolinea che le recenti dichiarazioni dei vertici dell’amministrazione comunale appaiono come una strategia debole per nascondere i nodi centrali sollevati dall’esposto presentato alla magistratura. I tentativi di sminuire l’azione di vigilanza dei rappresentanti dei lavoratori, facendo leva sul numero degli iscritti o su procedimenti interni, non modificano la sostanza delle anomalie segnalate, sulle quali sarà ora l’autorità giudiziaria a fare piena luce a tutela di tutti i cittadini e dei candidati esterni.
Sul tema è intervenuto direttamente il segretario generale della Flaica Cub Salerno, Gerardo Rosanova: «Respingiamo fermamente ogni tentativo di strumentalizzazione e il fango mediatico mirato unicamente a distogliere l’opinione pubblica dai problemi reali e dalle gravi questioni che gravano sulla gestione dell’amministrazione comunale. Il provvedimento disciplinare a carico di un nostro iscritto non ha nulla a che vedere con gli organi di garanzia: si tratta di un procedimento al vaglio del Tribunale del Lavoro, davanti al quale abbiamo eccepito profonde irregolarità e una condotta palesemente discriminatoria da parte della governance. Utilizzare questa vicenda interna è una strategia debole, architettata proprio per attaccare l’attendibilità di chi denuncia».
Il segretario ha poi affrontato il tema centrale dell’esposto che riguarda i recenti concorsi pubblici svolti sotto l’attuale amministrazione comunale: «I tentativi di distrazione messi in atto dal sindaco e dalla segretaria generale non spostano di un millimetro il nocciolo della questione, ovvero l’esposto presentato alla magistratura. Durante la gestione del sindaco Paolo De Maio si sono svolti diversi concorsi pubblici e, stando ai fatti emersi, si è registrato un dato statistico quantomeno singolare: tra gli assunti figurano in modo ricorrente figli, figlie e nipoti di dipendenti comunali già in servizio. Non spetta a noi emettere sentenze, ma sarà la magistratura a indagare e a fare piena luce sulle procedure concorsuali. Lasciamo ai giudici il compito di accertare la regolarità degli atti, a tutela delle centinaia di candidati esterni che hanno il diritto di sapere se i principi costituzionali di imparzialità e merito siano stati rispettati o se, invece, il diritto al lavoro sia stato limitato ai soli parenti».
Infine, Rosanova ha replicato con fermezza alle affermazioni della segretaria generale, che aveva ironizzato sulla consistenza numerica del sindacato all’interno dell’ente nel tentativo di delegittimarne l’azione: «La segretaria generale ha tenuto a precisare, con tono sminuente, che il nostro sindacato conterebbe pochissimi iscritti, insinuando che l’esposto sia una ritorsione o una rivalsa contro l’azione amministrativa. Anche questa mossa serve solo a distogliere l’opinione pubblica dal vero problema: la trasparenza degli atti pubblici. La tutela della legalità e dei diritti non si misura sul numero delle tessere sindacali o sul peso politico. Il valore e la gravità di una denuncia per presunte irregolarità non cambiano in base al numero di iscritti di una sigla sindacale. Attaccare la rappresentanza numerica per eludere le risposte nel merito è un atteggiamento che non fa onore alle istituzioni. Il sindacato ha preso posizione esclusivamente su fatti reali, esercitando il proprio diritto-dovere di vigilanza. Il sindaco e la segretaria generale farebbero bene a rispondere nel merito dei fatti sollevati anziché cercare di manipolare l’attenzione concentrandosi sulla composizione interna del sindacato. Ribadiamo la nostra totale fiducia nella magistratura e continueremo a difendere la trasparenza e la dignità dei lavoratori, senza fare un solo passo indietro di fronte a dinamiche che riteniamo discriminatorie».





