Incendi a Salerno e provincia, in fumo 2.304,64 ettari
Il nuovo Piano Regionale Antincendio Boschivo 2026-2028 varato dalla giunta regionale nelle scorse ore fotografa una realtà drammatica per il nostro territorio: la provincia di Salerno è di gran lunga la più devastata dalle fiamme in tutta la Campania. Un patrimonio verde che va in fumo anno dopo anno, distrutto – sempre più spesso – da piromani senza scrupoli. Una situazione aggravata da tempi di reazione della macchina dei soccorsi che, nella nostra provincia, registrano ritardi preoccupanti rispetto alla media regionale. Salerno prima per roghi e superfici distrutte. Il territorio che va da Scafati a Sapri vanta il patrimonio boschivo più esteso della regione, con ben 243.946,54 ettari di bosco. Ma è anche il territorio che paga il tributo più alto ai piromani e all’incuria. Guardando al bilancio dell’intero 2025, infatti, il quadro per la provincia di Salerno è desolante: lo scorso anno sono stati registrati ben 889 eventi incendiari. In pratica più di due al giorno, contando l’intero arco temporale. La realtà, però, è ben diversa visto che i roghi si concentrano in particolare nel periodo estivo. Le fiamme dello scorso anno hanno fatto andare in fumo 1.890,30 ettari di superficie boschiva mentre la superficie non boscata distrutta è di 414,35 ettari. Il totale delle superfici percorse dal fuoco tocca l’incredibile cifra di 2.304,64 ettari. Una superficie pari a 3.277 campi da calcio. Numeri impressionati. Che, tradotti in percentuali, indicano che il Salernitano concentra da solo il 43% di tutti gli incendi scoppiati in Campania nel 2025 e il 42% dell’intera superficie boscata bruciata a livello regionale. Lo scrive la Città. La “mappa nera” dei Comuni. Il piano regionale non fa sconti e stila la classifica dei comuni più colpiti. Otto i salernitani nella “top ten” della Campania per numero di episodi nel 2025: Mercato San Severino con 34 incendi (66,33 ettari totali bruciati); Giffoni Valle Piana con 34 incendi (65,57 ettari totali bruciati); Castel San Giorgio con 30 incendi (173,76 ettari totali bruciati); Aquara con 28 incendi (8,57 ettari totali bruciati); Centola con 27 incendi (56,53 ettari totali bruciati); Baronissi con 26 incendi (122,44 ettari totali bruciati); Sarno con 24 incendi (258,92 ettari totali bruciati); Salerno con 23 incendi (174,87 ettari totali bruciati). Se si guarda invece all’estensione del danno dei roghi, Sarno balza al quinto posto assoluto in Campania con quasi 259 ettari andati in cenere, seguita da Salerno (174,87 ettari), Castel San Giorgio (173,76 ettari) e Camerota (148,06 ettari). Tra gli eventi più critici e difficili da domare dello scorso anno, il documento segnala l’incendio a Sarno del 25 luglio, in via Bracigliano, durato oltre 48 ore e che ha distrutto 200 ettari di bosco. Gravissimo anche l’incendio sul Monte Stella a Salerno, scoppiato il 13 agosto, durato oltre 52 ore e che ha mandato in fumo 125 ettari di bosco.





