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Il 21 gennaio di 98 anni fa morì a Gorki il fondatore dell’Urss Lenin Attualità 

Il 21 gennaio di 98 anni fa morì a Gorki il fondatore dell’Urss Lenin

Accadde oggi: il 21 gennaio 1924 a Gorki, in Russia, muore Lenin una delle figure più significative e influenti del XX secolo. Rivoluzionario dalle spiccate qualità teoriche, fu fondatore dell’URSS e iniziatore del movimento comunista internazionale.
Pseudonimo di Vladimir Il’ič Ul’janov, Lenin si interessò alla politica socialista rivoluzionaria dopo la vicenda del fratello maggiore Aleksej, arrestato e impiccato nel maggio 1887 per aver partecipato alla preparazione di un attentato contro Alessandro III. Laureatosi in giurisprudenza a San Pietroburgo nel 1891, Lenin divenne una figura di alto livello nel Partito Operaio Socialdemocratico Russo (POSDR), un movimento di stampo marxista. Nel 1903 assunse un ruolo chiave in una scissione del POSDR per via di alcune differenze ideologiche, divenendo leader della fazione bolscevica contro il menscevismo di Julij Martov. Allo scoppio della Prima guerra mondiale, esiliato in Svizzera, denunciò il fallimento dell’Internazionale e aprì una durissima polemica con i partiti socialisti europei che, tradendo lo spirito dell’internazionalismo, avevano sostenuto lo sforzo bellico dei rispettivi governi. Contribuì dunque all’organizzazione delle conferenze di Zimmerwald (1915) e Kienthal (1916), nelle quali sostenne la necessità di trasformare in rivoluzione la guerra imperialista e l’edificazione di un nuovo internazionalismo socialista. Scoppiata la rivoluzione di febbraio, Lenin raggiunse la Russia nell’aprile 1917 con i più stretti collaboratori in un treno speciale autorizzato dal governo tedesco ad attraversare la Germania; pose subito all’ordine del giorno l’abbattimento del governo Kerenskij. Lenin assunse un ruolo di primo piano nella rivoluzione d’ottobre del 1917. Capo del governo dei commissari del popolo dopo l’insurrezione, ritirò il Paese dalla prima guerra mondiale con la firma del trattato di Brest-Litovsk. Lenin diede grande impulso alla fondazione e allo sviluppo dell’Internazionale comunista (1919), che separò definitivamente i comunisti dai socialisti. Gli avversari vennero soppressi durante il terrore rosso, una violenta campagna orchestrata dal Čeka. Il governo di Lenin si dimostrò vittorioso sugli eserciti antibolscevichi nella guerra civile russa combattuta tra il 1917 e il 1922. Passata la fase del «comunismo di guerra», nel marzo 1921 tentò di avviare la ricostruzione del Paese lanciando la «nuova politica economica» (NEP), parziale e provvisoria ripresa dell’iniziativa privata nell’agricoltura e nel commercio. Venne colpito il 25 maggio 1922 da un ictus che comportò una parziale paralisi del lato destro del corpo. Solo il 2 ottobre cominciò a tornare all’attività, ma il 16 dicembre subì un secondo attacco. Il 23 dicembre riprese forze e lucidità, ma le sue condizioni si aggravarono progressivamente. Dal 6 marzo 1923 non fu più in grado di comunicare, fino alla completa paralisi e alla morte avvenuta il 21 gennaio 1924. Oggi di 98 anni fa.

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