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Giubilato: “Un’attesa inaccettabile, l’incertezza pesa sui calciatori” Calcio Salernitana Sport 

Giubilato: “Un’attesa inaccettabile, l’incertezza pesa sui calciatori”

Prima l’attesa dei risultati del campionato, ora l’attesa del responso definitivo da parte del Collegio di Garanzia. Più complicato di così non poteva essere il finale di stagione per una Salernitana che, dopo aver toppato clamorosamente in campo, si sta ora aggrappando alle ultimissime speranze per scrollarsi di dosso una volta e per tutte la paura della retrocessione in Serie C: «Ora come ora, purtroppo, si è costretti solo ad attendere, non si può far altro – dice David Giubilato, ex difensore della Salernitana, nell’intervista rilasciata al collega Enrico Vitolo del quotidiano Il Mattino. In questo momento tutti hanno ragione e nessuno ha ragione, la situazione si è ingarbugliata ulteriormente dopo la vicenda Palermo».

L’esclusione del Palermo, la penalizzazione del Foggia e l’annullamento del playout: perché in Italia si continua a vivere nell’incertezza?

«Ormai è un’abitudine ridursi sempre all’ultimo momento per prendere una decisione, così come è un’abitudine non rispettare le regole. Nel caso del Palermo, si sapeva da svariato tempo della situazione in cui vivevano il club rosanero e il suo presidente, del resto ancora oggi ci sono alcune società che non potrebbero disputare i campionati e invece continuano a iscriversi regolarmente. E poi credo sia inaccettabile che un ente non riesca a capire se una fideiussione presentata da un club sia vera o falsa».

Intanto Salernitana e Venezia attendono di capire quale sarà il loro futuro: per una squadra quanto è complicato rimanere concentrata in questi momenti?

«Tantissimo, nessun calciatore vivrebbe bene una situazione simile. Ancor di più se, come nel caso dei granata, hai vissuto una stagione decisamente turbolenta. È un altro aspetto inaccettabile, non è giusto che una squadra debba aspettare delle settimane per capire se dovrà disputare oppure no una fase fondamentale come i playout».

Ipotizzando la certezza della permanenza in Serie B, la prossima stagione dovrà essere quella della definitiva svolta per la Salernitana? 

«Sì, per forza. A mio avviso, il lavoro e l’impegno da parte della società non sono mai mancati, posso affermarlo con certezza perché ho avuto l’opportunità di appurarlo di persona negli anni addietro. Ovviamente capisco la tifoseria e comprendo quindi che si pretenda sempre di più».

Menichini si, Menichini no: questo è uno dei dubbi più grandi in vista del quinto campionato consecutivo di B.

«Spero per lui che sia la volta buona, probabilmente ripartire da chi conosce l’ambiente vorrebbe dire non ripartire da zero. Ma tutto dipenderà dai programmi della società. Conoscendo i due patron, sin dal primo giorno in cui si sono insediati hanno iniziato a pensare alla Serie A e ancora oggi ci staranno certamente pensando».

In bilico però, ma per scelta del diretto interessato, c’è anche la posizione di Fabiani.

«In caso di un suo addio la Salernitana perderebbe un pezzo importante,ma, se la decisione dovesse essere del direttore, allora è giusto che le strade si dividano. In giro ci sono diversi direttori bravi, ma chi andrà a Salerno dovrà capire che inizierà a lavorare in una piazza esigente».

mm

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