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Fonderie Pisano, l’atto d’accusa della Cassazione Primo piano 

Fonderie Pisano, l’atto d’accusa della Cassazione



I giudici della Terza Sezione della Corte di Cassazione lo scorso 28 settembre hanno accolto il ricorso presentato dal procuratore della Repubblica di Salerno, Corrado Lembo, contro la decisione del Tribunale del Riesame che aveva annullato il sequestro firmato dal gip dello stesso Tribunale il 5 luglio del 2016, disponendo il dissequestro delle Fonderie Pisano.
Gli atti sono tornati al Tribunale del Riesame: la questione giudiziaria, dunque, dovrà essere valutata ora nel solco tracciato dai magistrati del “Palazzaccio” che, nelle oltre 24 pagine di motivazioni pubblicate ieri, ripercorrono passo passo l’intera e complessa vicenda giudiziaria che ha come nucleo centrale – quello che ha poi indotto i giudici del Riesame a dissequestrare l’impianto – proprio quell’Autorizzazione integrata ambientale rilasciata nel 2012 che per la Procura salernitana sarebbe stata fondata su false attestazioni. Nella cartografia a sostegno della richiesta di Autorizzazione, infatti, sarebbe stata completamente omessa «la presenza di uno dei manufatti destinati alle attività industriali, con la conseguenza che non sarebbe stato evidenziato un immobile che rappresentava circa il 50% dell’intero impianto».

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