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Evasione milionaria, bancarotta fraudolenta e legami con la malavita: salernitani nei guai a Bologna Cronaca Provincia Provincia e Regione 

Evasione milionaria, bancarotta fraudolenta e legami con la malavita: salernitani nei guai a Bologna

Nell’ambito dell’operazione “Speed”, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa del G.I.P. del Tribunale Francesca Zavaglia. Sono state arrestate tre persone, di cui due coniugi domiciliati in provincia di Salerno. L’operazione ha portato anche al sequestro preventivo di 11 società e beni per un valore complessivo di oltre 50 milioni di euro.

L’attività, condotta dalle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Bologna, coordinata dai magistrati Francesco Caleca e Manuela Cavallo, è partita dall’analisi “di numerose e raffinate operazioni finanziarie e societarie, tra cui il fittizio trasferimento della sede legale dalla provincia di Salerno a quella Bologna di un’importante cooperativa operante nel settore del trasporto merci – gravata da debiti erariali per oltre 25 milioni di euro – avvenuto poco prima del fallimento”.

L’esecuzione dei provvedimenti ha richiesto l’impiego di 80 militari della Guardia di Finanza che hanno operato tra la Campania, l’Emilia Romagna, la
Come evidenziato nell’ordinanza del G.I.P., il modus operandi prevedeva il cambio di denominazione dell’ente, lo spostamento della sede, la cessione delle quote societarie e l’affidamento delle cariche relative all’amministrazione e alla liquidazione a soggetti compiacenti, a dimostrazione dell’esistenza di una vera e propria associazione a delinquere esperta nel portare a compimento operazioni fraudolente ai danni dell’Erario. Sono stati inoltre ricostruiti i collegamenti degli indagati con un gruppo imprenditoriale salernitano – operante nei settori dei trasporti, della logistica e dello smaltimento di rifiuti – riconducibile a una famiglia a sua volta indiziata di legami stretti con la criminalità organizzata campana e calabrese. Le indagini, durate quasi due anni, hanno condotto anche all’esecuzione di provvedimenti di sequestro “impeditivo” delle quote di 11 società, il cui compendio aziendale ha un valore stimato in 25,5 milioni di euro circa, in quanto ricomprendente ben 90 immobili (ubicati nelle province di Salerno, Napoli, Bari, L’Aquila e Reggio Emilia) e 634 veicoli e natanti di valore (tra cui una Ferrari F430 e una Porsche Macan, nonché uno Yacht di 16 metri).

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