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Emergenza Covid nei Picentini, Anna Bilotti interroga il ministro Speranza Attualità Provincia e Regione 

Emergenza Covid nei Picentini, Anna Bilotti interroga il ministro Speranza

«Raccolgo l’appello lanciato dai sindaci dei comuni Picentini e sono al loro fianco, oltre che di tutti i cittadini della mia terra, nelle sollecitazioni fatte al Dipartimento di prevenzione dell’Asl, al direttore del Distretto sanitario 68 e al presidente della Regione Campania per mettere fine ai gravi disagi in atto, a cominciare dalle difficoltà, se non impossibilità, per i cittadini di essere sottoposti a tampone presso l’Usca di Campigliano a San Cipriano Picentino». Così Anna Bilotti, deputata del Movimento 5 Stelle, che annuncia un’interrogazione parlamentare dopo la lettera-denuncia degli amministratori dei comuni del territorio, che lamentano gravi difficoltà nel contrasto all’emergenza Covid. «Ho formulato un’interrogazione al ministro della Salute, Roberto Speranza – aggiunge la parlamentare – affinché verifichi l’effettiva attivazione e l’adeguato dimensionamento delle Usca (Unità speciali di continuità assistenziale) in relazione all’evoluzione dell’emergenza in corso e alla luce del trasferimento alla Regioni di notevoli risorse e di importanti deleghe gestionali relative alle assunzioni di nuovo personale».

A firmare la lettera-denuncia sono stati i sindaci di nove comuni: Giffoni Sei Casali, San Cipriano Picentino, Montecorvino Pugliano, Giffoni Valle Piana, Montecorvino Rovella, Pontecagnano Faiano, Acerno, San Mango Piemonte e Castiglione del Genovesi. «L’ambito di riferimento raccoglie un bacino di circa 80mila abitanti – sottolinea Bilotti – un numero che va ben oltre le prescrizioni governative in merito al dimensionamento delle Usca, per le quali è previsto un massimo di 50mila abitanti. I provvedimenti assunti dal Governo prevedono anche misure a carattere straordinario per l’assunzione del personale sanitario necessario per far fronte all’emergenza. Davanti alle segnalazioni dei sindaci, che parlano di mancanza di
tamponi, mancanza di personale e impossibilità di far fronte al numero di richieste di assistenza domiciliare ho ritenuto doveroso intervenire immediatamente, interessando il ministro della Salute».

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