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CORONAVIRUS: Pericolo infodemia (fake news) Attualità Lifestyle 

CORONAVIRUS: Pericolo infodemia (fake news)

In questo periodo di crisi per Il COVID19 c’è un altro imprevisto da fronteggiare: quello delle fake news che
spopolano su tutti i social, wathsapp e siti vari; le informazioni false e non dimostrate si trasmettono in maniera più penetrante e più rapida della verità, aumentando la paura degli italiani e rischiando di mandare in crisi la corretta comunicazione sulla gestione dell’emergenza. Nonostante molte inchieste attribuiscano la responsabilità della diffusione delle fake news ai robot, è scientificamente provato che è il comportamento umano a contribuire nella misura maggiore alla diffusione di falsità e verità.
Il panorama di questi contenuti non attendibili è vario. Inizialmente si sono seguite diversi tesi sull’origine del virus, da quella che privilegia l’ipotesi complottistica (il Coronavirus, nome in codice Wuhan-400, è un’arma batteriologica creata dalla Cina) a quella che la vuole associata alla tradizione culinaria cinese
(sono note le affermazioni del governatore Luca Zaia “Li abbiamo visti tutti i cinesi mangiare topi”, che ha prodotto una bufera di polemiche, con tanto di scuse ufficiali all’ambasciata cinese).

Altra fake che sta girando riguarda delle indicazioni attribuite a medici di Taiwan, secondo cui se si riesce a fare un respiro profondo e a trattenere il respiro più di 10 secondi, senza tossire, senza senso di oppressione, non vi è fibrosi nei polmoni e quindi nessuna infezione: peccato, però, che il test non abbia
niente di scientifico. Un altro consiglio prevede di mantenere la bocca e la gola umide, bevendo spesso, perché anche se il virus entra in bocca, l’acqua, o gli altri liquidi lo spazzeranno verso l’esofago, dove l’acido gastrico lo ucciderà: ovviamente anche questo consiglio è privo di fondamento scientifico.

Ci sono, poi, le liste di consigli per evitare il contagio: il virus non sopravvive al calore quindi bisogna bere liquidi caldi ed esporsi al sole (stare al sole fa bene perchè aumenta la produzione di vitamina D ma contro il Coronavirus non ha effetto), assumere vitamina C per difendersi dal virus (falso! In questo momento non
esiste una profilassi efficace), per eliminare il virus bisogna fare i gargarismi con il disinfettante (non serve a niente!) o mangiare aglio può prevenire l’infezione (l’aglio ha proprietà antimicrobiche ma non è accertato che protegga dalle infezioni come quella del Covid19).

Lasciamo per ultime le fakes riguardanti le modalità di trasmissione: i primi a essere considerati potenziali untori sono stati gli animali domestici (ora redenti, perché, in periodo di quarantena possedere un cane è una fortuna!), poi i bambini (forse perché, per loro fortuna, si infettano molto raramente e in forma lieve?),
infine i corrieri (ricevere un pacco non è pericoloso!).E’ vero, il virus può resistere, in funzione del tipo di superficie e delle condizioni ambientali, da poche ore ad un massimo di alcuni giorni, ma questo non può giustificare l’audio che sta facendo il giro delle chat di tutta Italia, nel quale si suggerisce di utilizzare un solo paio di scarpe per uscire fuori di casa e di lasciarle fuori dalla porta una volta utilizzate, perché il virus riesce a rimanere vivo fino a 9 giorni. La sporcizia può facilitare la sopravvivenza del microrganismo, ma la quota virale portata dalle scarpe è irrisoria; non va poi dimenticato che questi virus sopravvivono sulle superfici se non vengono esposte a disinfezione, o anche a
sole, pioggia e intemperie.

La varietà di queste notizie false e fuorvianti è vasta, si può parlare di una vera e propria infodemia, comel’ha definita il sito Treccani, che rende difficile orientarsi a causa della difficoltà di individuare fonti attendibili. Allora la parola d’ordine dev’essere: fidarsi solo delle notizie provenienti da fonti accreditate e seguire i consigli che, ormai, dovremmo conoscere a memoria. Ma soprattutto #restiamoacasa!

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