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CORONAVIRUS. NUOVO RECORD USA: 48MILA CASI. INFETTI ANCHE 3 CESTISTI DELL’NBA Attualità Italia e Mondo 

CORONAVIRUS. NUOVO RECORD USA: 48MILA CASI. INFETTI ANCHE 3 CESTISTI DELL’NBA

La pandemia ha ucciso 510.632 persone in tutto il mondo, secondo un rapporto compilato dall’Agenzia France Presse, sulla base di dati ufficiali; secondo l’ultimo aggiornamento della Johns Hopkins University di Baltimora, nel mondo sono 10.450.628 le persone che sono state contagiate. Negli Stati Uniti, nelle ultime 24 ore, come riferisce il New York Times, sono stati registrati 48 mila nuovi casi: è il più alto incremento in un giorno dall’inizio della pandemia; nel Paese adesso sono 2.634.432 i casi accertati, mentre le vittime sono 127.410. Allarme in Texas, dove ieri è stato registrato un nuovo record, con 6.975 nuovi contagi; tra questi anche tre cestiti dei Pelicans di New Orleans, che, come annunciato dal general manager David Griffin, rimarranno in isolamento. In California ieri sono stati registrati 8mila nuovi casi: è il terzo record consecutivo di contagi giornalieri in 8 giorni; ed il candidato democratico alle presidenziali, Joe Biden, sospende la campagna elettorale per evitare rischi di contagio: una decisione, quella dell’ex vicepresidente, opposta alla linea tenuta finora dall’avversario e attuale presidente, Donald Trump. La pandemia, intanto, continua a far sentire i suoi effetti in America Latina, dove nelle ultime 24 ore i contagi hanno raggiunto quota 2.576.463, con un aumento di 46.357 unità, mentre i morti sono diventati 116.199, dopo i 2.510 decessi di ieri. Senza grandi novità, il Brasile continua ad essere il Paese più colpito della regione, mantenendo un ritmo sostenuto ma ora abbastanza stabile sia in termini di contagi sia di morti: nelle ultime 24 ore sono stati registrati 33.846 nuovi casi, per un totale di 1.402.041, e 1.280 nuove vittime, per un totale di 59.594; il gigante sudamericano è seguito dal Perù (285.213 e 9.677) e dal Cile (279.393 e 5.688). Ieri, un giudice federale brasiliano ha annullato un ordine che imponeva al presidente Jair Bolsonaro di indossare la mascherina in pubblico: d’ora in poi il Capo dello Stato potrà circolare liberamente a volto scoperto, senza il rischio di essere multato. Altra zona a rischio, a causa del sovraffollamento e delle scarse condizioni igieniche e sanitarie è il continente africano: qui i morti hanno superato quota 10.000, mentre i casi accertati sono arrivati a 400.000; il 65% dei contagi è in 4 paesi: Sudafrica (151.209), Egitto (68.311), Nigeria (25.694) e Ghana (17.741). Egitto e Sudafrica sono, poi, i Paesi con il maggior numero di morti: 2.953 e 2.657. In Israele, ieri sono stati registrati 765 nuovi casi, record giornaliero dall’inizio di aprile; in totale i contagi sono stati finora 25.244 ed i morti 320. Lo Stato ebraico era riuscito a contenere con successo la prima ondata, grazie ad una serie di rigide misure restrittive, ma nelle ultime settimane, dopo la riapertura, il numero dei contagi ha ripreso a salire. Intanto, l’UE ha deciso una prima parziale riapertura delle sue frontiere internazionali extra – Schengen, verso 15 Paesi selezionati in base all’attuale situazione epidemiologica; resta per ora il divieto di viaggi non essenziali da e verso il resto del mondo. L’Italia ha scelto di mantenere la linea della prudenza, mantenendo l’obbligo di quarantena per chi arriva da fuori la zona Schengen.

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