Consorzio agrario di Salerno, immobili “svenduti”
Gli immobili dell’ex Consorzio agrario interprovinciale venduti a prezzo “affare” agli amici. In particolare sottostimando alcuni beni e sopravvalutandone altri. La denuncia presentata ai carabinieri di Battipaglia da Vincenzo Panico – ex lavoratore del Consorzio – attraverso il suo legale, l’avvocato Elio Lettieri, potrebbe aprire il vaso di Pandora sull’epilogo del Consorzio, in liquidazione coatta amministrativa dal ’92. Di cosa si tratta? Di capannoni, appartamenti, magazzini, uffici, terreni siti ad Agropoli, Ariano Irpino, Campagna, Eboli, Fisciano e Giffoni Valle Piana per un totale di oltre tre milioni di euro (Burc marzo 2017).
Un lungo iter. Per l’acquisto in blocco si era costituita anche una cordata di imprenditori, che non volevano disperdere il valore del lavoro fino ad allora svolto. La proposta unitaria di acquisto (siamo nel 2013) arrivò sulla scrivania dell’ultimo commissario liquidatore, il dottor Giovanni Tomo e in particolare gli imprenditori si impegnavano all’acquisto proponendo un’offerta pari a circa il 50% del valore di stima. A quel tempo la proposta fu di tre milioni di euro su una stima di sei dell’intero valore degli immobili. Gli acquirenti in più, si impegnavano a rinunciare a qualsiasi lite sospesa nei confronti del consorzio. Ma l’offerta non veniva presa in considerazione dal liquidatore. Tant’è che gli interessati formarono una delegazione per chiedere direttamente al ministero competente i motivi dello stallo. Fu proprio in questa occasione, che al ministero, gli interessati, trovarono il commissario liquidatore che alla domanda del perché dello stallo, secondo la denuncia di Panico, il liquidatore rispose che stava provvedendo, nell’interesse della procedura, a far rivalutare gli immobili di circa 2 milioni di euro. In pratica facendo lievitare il prezzo del 20%. Fonte: La Città di Salerno





