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Confisca beni ai Meluzio, la Cassazione accoglie il ricorso dei difensori: si torna in Appello a Napoli Provincia Provincia e Regione 

Confisca beni ai Meluzio, la Cassazione accoglie il ricorso dei difensori: si torna in Appello a Napoli

La Quinta Sezione della Corte di Cassazione si è pronunciata sul ricorso che avevano proposto Antonio Meluzio ed alcuni suoi familiari contro il decreto della Corte di Appello di Salerno che
aveva confermato la confisca dei beni, disposta nel 2015 dal Tribunale di Salerno. Un consistente patrimonio, costituito da quote societarie, beni immobili, titoli ed altri valori era stato ritenuto frutto di attività illecite da parte di soggetto giudicato “socialmente pericoloso”, sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati oltre che riconducibile ad Antonio Meluzio di Battipaglia (malgrado
formalmente intestato a familiari e terzi). La Corte d’Appello di Salerno aveva riconosciuto che una parte di suddetto patrimonio non potesse essere riconducibile ad Antonio
Meluzio e ne aveva disposto la restituzione agli aventi diritto. Il ricorso per cassazione era stato proposto dal Procuratore Generale Antonella Giannelli sul punto della parziale restituzione, mentre Meluzio (con isuoi avvocati Amerigo Festa e Pasquale Coppola) e i terzi (con gli avvocati Enrico Giovine, Marco Imbimbo e De Vita) avevano impugnato il decreto della Corte d’Appello di Salerno lamentando che il Giudice non si fosse confrontato con la puntuale e dettagliata ricostruzione della provenienza lecita delle fonti reddituali con i quali era stato acquisito il
patrimonio, ossia lo svolgimento di attività imprenditoriale e il ricorso al credito bancario; ricostruzione che smentiva la provenienza dalla
presunta attività delittuosa. La Corte di Cassazione ha nuovamente annullato la pronuncia della Corte di Appello di Salerno, rinviando per il nuovo giudizio alla stessa Corte di Salerno, inoltre respingendo il ricorso del P.G. perché ritenuto inammissibile. Gli stessi beni erano stati peraltro confiscati in altro procedimento gemello avente come presupposto la valutazione di pericolosità mafiosa di Meluzio. Anche in questo caso il procedimento ha subito alterne vicende, in quanto è già approdato per ben tre volte in Cassazione e le pronunce sono state annullate dalle varie sezioni, in due casi sempre perché le varie Corti di Appello non avevano esaminato le medesime doglianze del ricorrente. Quest’ultimo giudizio di rinvio dovrebbe concludersi innanzi alla Corte dì Appello di Napoli il prossimo giugno.

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