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Cimitero di Atrani, il vice sindaco Siravo replica al primo cittadino di Ravello Provincia Provincia e Regione 

Cimitero di Atrani, il vice sindaco Siravo replica al primo cittadino di Ravello

Cimitero di Atrani: la risposta del Vicesindaco Michele Siravo  in merito alle dichiarazioni del sindaco di Ravello “Apprendo solo ora, con un certo stupore, la notizia del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto dalla Giunta Comunale di Ravello avverso la deliberazione di Consiglio Comunale n. 19 dell’8/06/2022 del Comune di Atrani, con cui sono state approvate, all’unanimità dei consiglieri comunali presenti, le modifiche al Regolamento di Polizia Mortuaria e dei Servizi Cimiteriali. Sia subito chiaro un dato: tali modifiche sono state imposte dall’impellente esigenza di evitare carenze di loculi e dei campi di inumazione nel Cimitero del Comune di Atrani, ed il conseguente rischio, nel breve periodo, di non assicurare il servizio cimiteriale agli atranesi.

Al fine di chiarire i termini della questione sollevata dal Sindaco di Ravello, è necessario precisare alcune circostanze.

Nel 1970, il Comune di Atrani, con apposita delibera consiliare, aveva concesso l’ingresso delle salme dei residenti della frazione Castiglione (che presentava una precisa delimitazione territoriale) nel cimitero di Atrani.

Le problematiche sono sorte a partire dal 2006, quando il Comune di Ravello (con delibera di giunta con Vice Sindaco dott. Paolo Vuilleumier) ha ampliato i confini della frazione Castiglione e, per l’effetto, rideterminato unilateralmente (recte: ampliandolo) l’ambito territoriale di cui i residenti “beneficiano” di quanto loro concesso (con la predetta delibera del 1970) dal Comune di Atrani.

Considerato che il cimitero di Atrani ha una estensione limitata, tale deliberazione (si ripete: assunta unilateralmente dal Comune di Ravello) arreca notevoli inconvenienti e mette a rischio l’erogazione dei servizi cimiteriali agli atranesi.

Tale situazione è ben nota al Sindaco dott. Paolo Vuilleumier, visto che, già dal marzo 2016, la Giunta del Comune di Atrani ha chiesto, oltre ad un incontro, di compartecipare alle spese relative al cimitero comunale di Atrani.

A questa manifestazione di intenti, tuttavia, non è seguita alcuna azione concreta.

Il Comune di Ravello, infatti, ha assunto una condotta “temporeggiatrice”, così ostacolando la definizione concordata della vicenda.

Dopo ben 6 anni, ovvero quando la situazione è divenuta insostenibile per il Comune di Atrani, tenuto a fare i conti con esigenze di igiene e sanità pubblica, si è deliberato – a malincuore – il contingentamento delle sepolture attraverso l’adozione della deliberazione di Consiglio Comunale n. 19 dell’8/06/2022, ora contestata dal Comune di Ravello.

Solo a seguito di tale deliberazione il Comune di Ravello ha formulato (in data 25/08/2022) una bozza di accordo, proponendo:

la revoca della delibera di consiglio comunale n. 19 del Comune di Atrani (che ha “contingentato” l’ingresso delle salme nel Cimitero di Atrani);
il completamento di 36 loculi a spese del Comune di Atrani;
il rinvio ad un successivo accordo del riparto delle spese di manutenzione e guardiania del cimitero di Atrani;
la realizzazione congiunta di un progetto per realizzare campi di inumazione e nuovi loculi cimiteriali;
l’attivazione di tutte le procedure per poter realizzare un nuovo campo di inumazione nel terreno, di fianco all’attuale cimitero, che il Comune di Atrani ha in proprietà.
È evidente che, in soli due mesi, non è possibile realizzare interventi e/o l’attivazione di iniziative che, invece, si sarebbero potuti eseguire nei sette anni trascorsi, senza ottenere risultati concreti, a causa della condotta “temporeggiatrice” assunta dal Comune di Ravello.

Trattasi di una situazione complessa, che non lascia spazio ad improvvisazioni e che impone lo svolgimento di plurime attività propedeutiche, quali l’analisi sulla fattibilità degli interventi alla luce dei vincoli sussistenti sulle aree, l’individuazione della soluzione più idonea ed il conseguente sviluppo di una progettualità, su cui acquisire gli atti di assenso imposti dalla legge.

Va comunque precisato che non è mai stato negato o compromesso il diritto al seppellimento, anche perché, mentre il Comune di Ravello esitava a trovare una soluzione condivisa, il Comune di Atrani si è attivato per limitare le criticità sopra descritte attraverso la realizzazione dei seguenti interventi:

opere di completamento dei 36 loculi con spese a carico del Comune di Atrani;
n. 36 ossarietti di famiglia con spese a carico del Comune di Atrani;
in data 8 ottobre 2022, è stato richiesto il certificato di destinazione urbanistica di un terreno di proprietà del Comune di Atrani, attiguo all’attuale cimitero e dove è auspicabile poter effettuare un campo di inumazione;
In data 12 ottobre 2022, con apposita delibera di giunta, si è dato mandato all’ufficio tecnico comunale di valutare la possibilità di progettare dei campi di inumazione nell’attuale perimetro cimiteriale.
I primi due interventi non risolvono il problema in via definitiva, a differenza dei campi di inumazione e l’eventuale ampliamento del Cimitero, che potrebbero rappresentare una soluzione duratura ma che necessitano di più tempo.

Comunque è bene precisare anche che tutti i residenti della frazione di Castiglione di Ravello possono tranquillamente ancora accedere al cimitero di proprietà del Comune di Atrani con la cremazione.

Avendo chiarito i termini della questione, ritengo che se, per un verso, il Comune di Ravello ha tutto il diritto di attivare un rimedio giustiziale, per altro verso, sono convinto che il dialogo, la mediazione e collaborazione tra Enti sia sempre la migliore soluzione. Nel caso dei rapporti istituzionale con Ravello credo che il dialogo debba proseguire anche con ad altre problematiche forse meno simpatiche al Sindaco di Ravello, come la viabilità, la sicurezza del torrente Dragone e della manutenzione delle briglie a pettine, le criticità della depurazione dove spesso la grossa portata dei reflui di Ravello che confluiscono nel nostro Comune hanno cagionato danni al territorio di Atrani e sempre con la riparazione dei danni a carico nostro: tematiche molto sensibili all’Amministrazione di Atrani, ma forse meno sensibili per il caro amico Paolo Vuilleumier.

Personalmente ritengo che ci voglia più concretezza nell’agire dell’attività amministrativa e trovare sempre una soluzione ai problemi, soprattutto molto delicati come in questo caso, e non nasconderli sotto al tappeto. Ci vuole meno presupponenza nei modi di agire e sicuramente ci vogliono meno “spot” sui social volti a giustificare anni e anni di assenza del Comune di Ravello: il tavolo delle trattative è quello istituzionale e non quello dei social oppure quello di comunicare in pompa magna una delibera di ricorso straordinario al Presidente della Repubblica che decreta il fallimento non di Ravello, ma delle Istituzioni interessate. Tra l’altro cercare di accusare e mettere in cattiva luce, sempre a mezzo social, l’operato di un’altra Amministrazione è una grossa caduta di stile. E poi il Sindaco Vuilleumier invece di “investire” denaro pubblico per un ricorso, avrebbe fatto bene a conservare i fondi per investirli fin da subito sul cimitero. Comunque si rimane sempre aperti al dialogo e al confronto con gli Amici Ravellesi per trovare la soluzione più adatta al problema e mi sento di dire al caro amico Paolo Vuilleumier che deve stare sereno perché non è più in campagna elettorale e che alzare polveroni non fa bene a nessuno”.

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