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Chiuse il cancello, accusata di sequestro di persona a Positano: assolta Cronaca Provincia e Regione 

Chiuse il cancello, accusata di sequestro di persona a Positano: assolta

Assolta perchè il fatto non sussiste. Il pm aveva chiesto quattro mesi per sequestro di persona. Prescritti gli altri reati.  Tutto nasce da un  passaggio che l’imputata, C.D.M., difesa dall’avvocato Carlo Di Ruocco, non voleva concedere al suo vicino per evitare giri lunghi e giungere prima alla sua abitazione, posta nella zona sovrastante la sua casa (a Positano). E, per tutelare quello che a suo avviso era il suo diritto di proprietà, la signora si è ritrovata a dover sostenere un processo e rispondere di diverse contestazioni, anche pesanti, che vanno dal sequestro di persona all’oltraggio nei confronti dei vigili del fuoco, per finire con violenza privata e lesioni. La querelle per quel passaggio negato è andata avanti per diverso tempo: il proprietario della villa che si trova nella zona più alta del parco dei Fiori sarebbe anche stato intercettato in una telefonata con un senatore chiedendogli una intermediazione con il prefetto per risolvere la questione «con il vicino che non mi fa entrare» precisando che con il sindaco «mi sento ogni minuto». Insomma, la questione di quel passaggio era diventata per lui una cosa fondamentale. I fatti contestati risalgono ad aprile del 2009 quando l’uomo decide di inviare un tecnico con una squadra di vigili del fuoco per verificare la fattibilità della strada che dalla zona bassa del parco portava fino a casa sua. C.D.M vede quelle persone nella sua proprietà e decide di chiudere il cancello per tutelare il proprio diritto. Secondo l’accusa la donna, in concorso con un’altra persona, avrebbe anche minacciato tecnico e vigili del fuoco gridando loro: «di qui non uscite, per passare per la mia proprietà devono pagare». Ne sarebbe nata una discussione animata, durane la quale la donna si sarebbe avvinghiata al tecnico per impedirgli di uscire dopo che il cancello era stato aperto. Nel parapiglia, però, la donna riporta un trauma cranico e il tecnico lesioni dichiarate guaribili in cinque giorni. Nonostante tutto ha presentato querela contro C.D.M., trascinandola a giudizio. E con le indagini che sono andate avanti la posizione della signora è andata ad aggravarsi con altri capi di imputazione.

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