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Carabiniere indagato per estorsione, chiedeva lo sconto sul fitto Primo piano Provincia e Regione 

Carabiniere indagato per estorsione, chiedeva lo sconto sul fitto



Sono indagati con l’accusa di estorsione aggravata per aver preteso e ottenuto dei vantaggi patrimoniali una sottufficiale dei carabinieri e suo marito. L’indagine nasce dalla denuncia presentata dal titolare di un’agenzia immobiliare, con l’inchiesta portata avanti dalla Procura di Nocera Inferiore. I fatti risalgono all’11 aprile 2016, con l’uomo che avrebbe subito gravi minacce se non avesse effettuato un sconto, pari alla metà della commissione prevista sull’intermediazione immobiliare, rispetto al fitto di un appartamento. Dalle indagini, ad emergere più di tutti sarebbe stato il ruolo della militare, all’epoca dei fatti in servizio in provincia di Salerno: insieme al marito avrebbe prospettato la possibilità di divulgare notizie riservate in violazione dei suoi doveri, nei confronti di un collaboratore dell’agenzia immobiliare

Il collaboratore fu minacciato sulla possibilità di rivelare dettagli su presunti illeciti commessi durante il lavoro di ufficio all’interno dell’agenzia. Questo al fine di ottenere la riduzione del cinquanta per cento della provvigione. Il titolare dell’agenzia fu costretto a cedere alle pretese. La stipula del contratto avvenne con lo sconto, poi arrivò la denuncia alla Procura. Ai due viene mossa anche l’aggravante di aver commesso il fatto «con abuso di poter ie violazione dei doveri inerenti ad una pubblica funzione». La vittima raccontò che il marito della donna, il carabiniere in questione, riferì di essere stato a conoscenza di pendenze giudiziarie riguardanti la persona impegnata a lavoro presso l’agenzia. Successivamente, i due presentarono una nota alla società del franchising immobiliare, sollevando questioni inesistenti e irregolarità del tutto inventate, formalizzando una segnalazione di anomalie in una lettera inviata a luglio 2016, che avrebbe dovuto – nelle loro intenzioni – portare a compimento il progetto per la riduzione della metà del compenso dovuto. Nelle minacce furono comprese anche la possibilità di provocare all’agenzia una scarsa pubblicità e persino la chiusura. Fonte: Il Mattino

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